Il difensore belga del Bologna, arrivato in estate per guidare il reparto e non far rimpiangere Lucumí, sta faticando più del previsto. L’approfondimento
L’estate aveva affidato ad Arthur Theate un’investitura tanto prestigiosa quanto gravosa: raccogliere il testimone di Lucumí, ereditarne il posto al centro della retroguardia e farsi custode di quella solidità difensiva indispensabile per alimentare le ambizioni del Bologna. Un compito che richiedeva temperamento, autorevolezza e quella naturale inclinazione a comandare che distingue i semplici interpreti dai veri punti di riferimento.
Theate e un rendimento sottotono
Eppure, almeno finora, il responso del campo non ha restituito l’immagine del difensore che ci si attendeva. Il belga, chiamato a dissipare i rimpianti per la partenza del predecessore, si è mostrato a tratti impacciato, talvolta timoroso, quasi intimorito dalla responsabilità di vestire i panni del nuovo baluardo rossoblù.
Le esitazioni, le incertezze e una personalità ancora lontana dall’emergere con la necessaria prepotenza hanno finito per alimentare interrogativi sul suo effettivo rendimento. A rendere ancora più l’idea vengono in aiuto i numeri. Nei 270 minuti in cui è sceso in campo il Bologna ha sempre subito gol (due contro il Sassuolo, uno contro il Napoli e uno contro il Torino). Decisamente più pulito dei compagni di reparto nella conduzione e nell’uscita palla, ma questo non basta per definire sufficiente questo suo inizio di stagione.
Theate punta al rientro contro l’Inter
Theate ha saltato l’ultimo match contro il Lecce per una contusione rimediata in allenamento. Il belga farà il possibile per tornare dal primo minuto già contro l’Inter il prossimo sabato (17 ottobre).
Si alza dunque notevolmente l’asticella, visto il valore dell’avversario. In questi appuntamenti spesso Lucumí riusciva a isolarsi dal contorno facendo registrare ottime prestazioni: l’auspicio è che la storia possa ripetersi anche con suo successore, anche per evitare di guardare indietro con malinconia e alimentare i rimpianti per quello che è stato.





