Bologna a più uno dalla zona rossa: l’obiettivo è la salvezza?

Bologna in difficoltà dopo sette giornate e vicinissimo alla zona rossa: l’obiettivo è la salvezza? L’approfondimento

Nel calcio, come nella vita, vi sono stagioni che tradiscono le attese sin dai primi passi, quando il tempo per rimediare sembra ancora abbondante eppure i segnali di una crisi cominciano già a delinearsi all’orizzonte. Per il Bologna, le prime sette giornate hanno assunto i contorni di un brusco risveglio: un solo punto a separarlo dalla zona rossa, una classifica che non concede serenità e una squadra che, al di là dei risultati, ha lasciato affiorare crepe forse più profonde di quanto fosse lecito immaginare.

Bologna, obiettivo salvezza?

Le difficoltà incontrate non sembrano riconducibili soltanto a una congiuntura sfavorevole, ma chiamano in causa limiti strutturali e interrogativi sulla reale consistenza dell’organico. È proprio qui che il campionato rossoblù rischia di imboccare un sentiero inatteso: quello in cui le ambizioni coltivate alla vigilia cedono progressivamente il passo alla necessità di preservare la categoria. La salvezza, da eventualità remota, potrebbe dunque trasformarsi nell’obiettivo primario di una stagione nata sotto tutt’altre prospettive?

Sarebbe sicuramente prematuro trasformare i dubbi in sentenze in appena sette giornate. Tuttavia un campanello d’allarme ha iniziato a suonare alla porta di Casteldebole e sicuramente andrà preso in considerazione. Perché se c’è una cosa che ha insegnato la Fiorentina dello scorso anno è che il passo per ritrovarsi nella bagarre salvezza è molto breve e ogni appuntamento non andrà sottovalutato.

A cosa può ambire questo Bologna?

Il valore rosa (229.15 milioni), stando ai dati Transfermarkt, racconta un Bologna decimo in classifica, una posizione  che però non rispecchia l’attuale situazione. La distanza dalla zona calda è minima (un punto), mentre il gioco mostrato e i limiti strutturali sono simili a squadre che lottano per le posizioni meno nobili della classifica. Il pericolo è dunque da considerarsi reale e assolutamente tangibile.

La conferma la fornisce anche qualche dato da evidenziare: appena sei gol fatti (come il Venezia e meno della Fiorentina penultima), ben dieci subiti e appena cinque punti raccolti. Il confine tra una partenza deludente e una crisi autentica è sottile, quasi impercettibile finché non diventa una voragine. E il Bologna, oggi, si trova proprio su quella linea di confine: ancora in tempo per invertire la rotta, ma non più nella condizione di concedersi il lusso di rimandare.