Le pagelle di Milan-Bologna: Mbangula étoile alla Scala, Miranda cambia la partita. Theate-Alhassane, si salvi chi può. Bologna Sport News (Photo by Marco Luzzani/Getty Images Via OneFootball)
Grande impresa del Bologna a San Siro contro il Milan: 2-4 nel segno di Mbangula. Le pagelle del match
Dopo un primo tempo deludente, il Bologna nella ripresa cambia marcia mettendo il Milan alle corde e ribaltando il risultato grazie a uno Mbangula in stato di grazia e a un pressing che non ha lasciato scampo ai rossoneri. I felsinei salgono così a quota 11 punti in classifica e iniziano a guardare il futuro con maggiore ottimismo. C’era curiosità di valutare i progressi della squadra: la risposta del campo è stata convincente e il Bologna sembra aver finalmente superato il momento negativo.
Skorupski: 6. Spettatore non pagante per gran parte del match. Attento quando chiamato in causa, incolpevole sui gol.
Darmian: 5.5. Respira l’aria di casa tornando a San Siro. Probabilmente l’emozione gli gioca brutti scherzi. Inizia il match con una buona lettura, ma con il passare dei minuti perde sicurezza.
Casale: 5.5. Meno bene delle ultime settimane. Soffre un po’ la mobilità di Ramos, anche se non si lascia superare con facilità. Ma non basta a strappare la sufficienza.
Theate: 4.5. Ci ricorda l’importanza della legge di Murphy: nelle scorse settimane si era sottolineata la sua crescita e le sue buone prestazioni, stasera arriva la pronta smentita. Un po’ come quando ti metti i pantoloni bianchi e si sporcano a un appuntamento galante. Non prende mai le misure a Hutchinson, che fa il bello e il cattivo tempo per larghi tratti. Come se non bastasse causa il gol del pareggio del Milan con un errore grossolano. Disastro.
Alhassane: 5. Nel famoso Canto di Natale di Charles Dickens fanno l’apparizione dei fantasmi, durante la sera della vigilia, dinnanzi al vecchio e avaro Scrooge. Il laterale rossoblù si candida per una parte in caso di una attuale rivisitazione cinematografica. Non si vede mai in fase offensiva e soffre particolarmente in quella difensiva. Tiene anche in gioco Cisse in occasione del raddoppio dei rossoneri. In bambola.
Ferguson: 6.5. Due indizi fanno una prova, almeno così si dice. Ora però ne sono arrivati quattro nel giro di poche settimane. Lo scozzese è tornato, seppur in altre vesti: meno incisivo tra le linee, ma più ordinato nel palleggio e più attento nelle letture difensive. Dirige il traffico e il pressing con ottimi tempi. Non mi stupisce che Palladino non ci rinunci mai. Leader.
Pobega: 6. Meno bene del compagno di reparto, ma comunque attento e accorto in fase di non possesso. Un filo troppo irruento in situazioni poco pericolose, ci dovrà lavorare.
Zortea: 6.5. Alla quinta chiamata di Palladino, decide finalmente di rispondere al telefono, facendo intravedere il calciatore tanto decantato a Cagliari. Serve anche l’assist in occasione del primo gol di Mbangula.
Mbangula: 9. Nella serata di gala alla Scala, si esibisce come étoile l’esterno ex Juventus. Una tripletta folgorante che mette al tappeto il Milan. Il secondo gol è da cineteca, il movimento ricorda vagamente la rete di Higuaín con la maglia bianconera in quella stessa porta. Si rivela al mondo rossoblù nella notte più importante. Decisivo.
Odgaard: 6.5. Oscilla tra centrocampo e attacco, provando a far salire la squadra, ma ci riesce a fasi alterne. Arriva tardi all’appuntamento con il gol in due circostanze. Cresce con il passare dei minuti e serve l’assist per il quarto gol di Mbangula.
Bernardeschi: 5.5. Primo tempo molto deludente del numero 10. Compassato e fuori ritmo. Nella ripresa cambia marcia, ma viene sostitito nel suo momento migliore.
Vitík: 6. Entra bene in partita senza lasciare troppi spazi agli avversari. Prova ordinata e nel complesso sufficiente.
Cambiaghi: 6. Entra in campo con abnegazione. Allunga la squadra con le sue sgasate, ma non trova la stoccata decisiva.
Miranda: 7. Il suo ingresso cambia in maniera incontrovertibile il match. Dal suo piede nascono il secondo e il terzo gol del Bologna. Arriva puntuale in sovrapposizione quando sollecitato, e non soffre quasi mai in quella difensiva. Essenziale.
Heggem: 6. Entra in campo per amministrare il vantaggio. Ci riesce senza acuti o errori.
Helland: sv.
Al momento del cambio di Bernardeschi nel suo momento migliore probabilmente abbiamo fatto tutti la stessa espressione. Alla fine la sua si rivela una mossa da Megamind: tiene in campo Mbangula che ringrazia realizzando altre due reti. Nella notte di San Siro è questa la sliding door del match e il risvolto è un vantaggio enorme per il Bologna. Il successo dei rossoblù porta la sua firma. Voto: 7.
MILAN (4-4-1-1): Maignan 6; Tomori 6.5 (dal 46′ Modrić 5), De Winter 5, Pavlović 5.5, Estupiñán 5.5 (dal 59′ Diawara 5); Hutchinson 6.5 (dal 59′ Pulisic 6), Musah 5.5, Jashari 5.5, Bartesaghi 5 (dal 63′ Camarda 5.5); Cisse 7.5; Gonçalo Ramos 4.5 (dal 87′ Comotto sv). Allenatore: Amorim 5.
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