Il Bologna con Palladino alla guida ha cambiato passo: è la miglior partenza in Serie A per il tecnico. L’approfondimento
C’è un vento nuovo che soffia sotto le Due Torri, una brezza che, partita dopo partita, sta spingendo sempre più in alto il Bologna. Infatti l’arrivo di Raffaele Palladino sulla panchina rossoblù ha segnato una svolta che va ben oltre la semplice contabilità dei risultati: ha restituito alla squadra rossoblù slancio, fiducia e una rinnovata capacità di imporsi, trasformando le prime sei gare della sua gestione in un autentico manifesto delle proprie ambizioni.
Il Bologna con Palladino ha cambiato passo
Tredici punti conquistati, tre vittorie consecutive e la sensazione, sempre più nitida, di una squadra che ha ritrovato il piacere di riconoscersi nel proprio gioco e nella propria identità.
Un avvio che assume ancor maggiore rilevanza se si pone sotto la lente di ingradimento la carriera del tecnico di Mugnano. Infatti nel corso delle sue esperienze a Monza, Fiorentina e Atalanta è riuscito a cambiare destini e scenari, indirizzando stagioni verso altri binari. Tuttavia però mai era riuscito a totalizzare lo stesso bottino dopo le prime sei partite.
La miglior partenza in carriera in Serie A per Palladino
Infatti prima della stagione attuale Palladino non era riuscito a totalizzare tredici punti nelle prime sei partite sulla panchina. Al Monza esordì con un successo sulla Juventus (1-0) ma totalizzò nove punti in sei partite. L’anno successivo si fermò invece a sei con una sola vittoria e tre pareggi.
A Firenze, nonostante uno storico traguardo raggiunto a fine anno (65 punti), la partenza non era stata delle migliori: appena sette punti totalizzati. Leggermente meglio la passata stagione all’Atalanta, dove raccolse nove punti nelle prime sei giornate in panchina.
Per ritrovare un Palladino capace di mettere insieme tredici punti nelle prime sei partite bisogna riavvolgere il nastro fino alla stagione 2021-2022, quando sedeva sulla panchina del Monza under 19. Un’altra epoca, praticamente una vita fa.
Se il calcio dunque, talvolta, vive di equilibri sottili e di alchimie difficili da decifrare, i numeri raccontano già una storia eloquente: quella di un incontro felice, nel quale una squadra sembra aver trovato la propria nuova direzione e un allenatore il terreno ideale per imprimere il proprio marchio.





