Nel cuore dell’Emilia, a Poggetto – frazione di San Pietro in Casale – si è svolta una cerimonia speciale: l’intitolazione di una piazzetta e l’inaugurazione di un busto in onore di Gibì Fabbri, l’allenatore amato sia a Bologna che a Ferrara, simbolo di umanità e calcio vero. All’evento erano presenti, tra gli altri, tre volti storici del Bologna: Eraldo Pecci, Riccardo Cervellati e Franco Fabbri. Il Resto del Carlino ha riportato le parole dei protagonista in un’occasione per celebrare il passato, ma anche per riflettere sul presente e il futuro del club rossoblù, tra elogi a Vincenzo Italiano, analisi sul calciomercato imminente e fiducia nel lavoro della dirigenza
L’ex regista rossoblù ha sottolineato il valore dell’attuale guida tecnica e l’evoluzione del Bologna negli ultimi anni.
Poter ripartire da Italiano è una certezza importante. Il tecnico ha capito che a Bologna si può lavorare in un certo modo. Questo insegna qualcosa anche a chi, penso a Maifredi e Motta, ha avuto l’opportunità di salire di livello e ha deciso di farlo subito: magari se avessero aspettato un po’ ad arrivare in certe piazze, di fronte alle difficoltà avrebbero reagito diversamente
Pecci ha poi parlato del tema più caldo dell’estate: il rischio di cessioni eccellenti e la solidità della dirigenza.
Quando ti offrono una montagna di soldi per un tuo giocatore purtroppo lo devi vendere. Dopodiché non puoi pensare di tenere in ordine i conti e lottare per lo scudetto. Ma Saputo è una certezza, tiene la squadra in A e le ha appena fatto rivincere la Coppa Italia. Poi se un anno in campionato arrivi quinto e l’anno dopo nono pazienza, non ne farei un dramma. L’importante è avere uomini mercato bravi nella scelta dei giocatori: e Sartori-Di Vaio è un bel binomio
Dalla Coppa Italia vinta all’Olimpico al mercato, l’ex portiere ha condiviso un mix di entusiasmo e realismo.
Viverla da tifoso insieme a tanti ex calciatori rossoblù è stata una delle emozioni sportive più grandi della mia vita. Ricominciare da Italiano è una garanzia e contribuirà a spazzare via quello scetticismo che c’era un anno fa a inizio stagione. Cedere o non cedere i pezzi pregiati? Di fronte a certe situazioni fai fatica a trattenere un calciatore. Sembrava impossibile fare una bella stagione senza Calafiori e Zirkzee. E invece…
Il più netto è stato Franco Fabbri, che ha messo in luce la differenza tra il fallimento della SPAL e la rinascita del Bologna.
Il fallimento della Spal è un dramma sportivo. Veder giocare il Bologna invece è divertimento puro. Spero solo che adesso non cedano i migliori.
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