Match Analysis: ecco il Milan di Pioli

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco del Milan di Stefano Pioli, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

Tra le squadre sicuramente più apprezzate degli ultimi anni dal punto di vista tattico troviamo il Milan di Stefano Pioli. I rossoneri faranno visita al Bologna al Renato Dall'Ara per la nona giornata di campionato, ed attualmente si trovano al secondo posto in classifica, sintomo chiaro che la squadra ha interpreti di qualità ed una rosa ben rodata.

Il Milan è una squadra moderna, capace di attaccare con più soluzioni e in grado di mandare in gol diversi giocatori della sua formazione. In questo momento è il terzo miglior attacco e la seconda miglior difesa della Serie A. Arrivato un po' in sordina, il tecnico Pioli ha messo in piedi, in un anno e mezzo di gestione, un bel gruppo, sapendo valorizzare al meglio le qualità dei suoi giocatori. 

SISTEMA DI GIOCO

Il Milan si schiera generalmente con un 1-4-2-3-1, costruendo con un 3+2 e sfruttando molto i movimenti dei terzini, sia in ampiezza che dentro al campo. In fase di non possesso i rossoneri si schierano con un classico 1-4-4-2 molto compatto, in grado di coprire bene e con ordine il campo.  

FASE DI POSSESSO PALLA:

La squadra di Pioli alterna la costruzione in base al tipo di pressing della compagine avversaria, dunque alterna costruzione dal basso ad attacco diretto. Con possesso palla del portiere, il Milan costruisce il gioco con 3 difensori, i due difensori e solitamente il terzino sinistro, più uno dei due centrocampisti, di norma quello più tecnico nel palleggio (Bennacer o Tonali) che si abbassa tra i centrali per dare una fluidità migliore allo sviluppo del gioco e l'altro mediano che si posiziona poco più avanti per dare sfogo all'uscita del pallone da dietro e dare inizio allo sviluppo dell'azione (immagine 1 e 2). 

IMMAGINE 1 - Costruzione 3+2: i due centrali difensivi, con il terzino (di solito sinistro), in più arriva a sostegno uno dei due play di centrocampo

 

IMMAGINE 2 - Si orienta il pressing avversario per liberare la corsia di sinistra e sviluppare da lì la costruzione in superiorità numerica

 

Nel caso invece in cui la squadra avversaria effettui una pressione alta e copra tutti gli appoggi e i riferimenti che impediscono la costruzione dal basso, il Milan non ha alcun problema a lanciare lungo direttamente sulle punte, saltando le due linee della squadra avversaria. Avendo in squadra calciatori del calibro di Giroud, Ibrahimovic e Rebic, il Milan può sfruttare al meglio questa situazione, contando sulle capacità fisiche e aeree degli attaccanti sopracitati. L'obiettivo diventa sfruttare la seconda palla per poi attaccare nell'uno contro uno con cattiveria la linea difensiva avversaria (immagine 3). 

IMMAGINE 3 - Calabria cerca subito la testa di Giroud saltando due line di pressione e sfruttando l'attacco diretto

 

Un'altra soluzione interessante che effettua la squadra di Pioli è quella di smarcare i terzini in costruzione per rompere la linea di pressione avversaria. Il Milan ha qualità tecnica nel giro palla, non va mai troppo in difficoltà contro squadre che provano a pressare alto e a chiudere tutti gli appoggi sulla prima costruzione. Per questo motivo Pioli utilizza molto i due terzini come soluzione alternativa nello sviluppo del gioco: con il loro movimento, dall'ampiezza verso il centro del campo, permettono al Milan di avere dei calciatori quasi sempre smarcati che possono andare a ricevere il pallone e superare la linea di pressing avversaria. Calabria ha buona qualità nel palleggio quindi è in grado di ricevere e girarsi con buona fluidità, Hernandez, invece, è meno palleggiatore ma più incursore e ricevendo liberamente può girarsi per andare a puntare in velocità il reparto difensivo avversario (immagine 4).

IMMAGINE 4 - Linea di pressione avversaria stretta e compatta. Lo smarcamento dentro al campo del terzino Calabria permette di rompere la pressione e successivamente avere spazio per attaccare verso la porta

 

In fase di finalizzazione dell'azione il Milan è una squadra che raramente si affida alle iniziative dei singoli, se non per giocate in velocità e in uno contro uno di Rafael Leao, che è davvero il calciatore più pericoloso quando punta la linea difensiva avversaria in virtù di una gamba molto importante. Ma solitamente i rossoneri si affidano ad un gioco corale, nella quale si portano tanti uomini in zona offensiva, si sviluppano combinazioni veloci per attirare gli avversari in una zona di campo per poi andare ad attaccare il lato debole. Spesso, infatti, l'azione del Milan parte da destra e si conclude a sinistra, il più delle volte con la cavalcata di Theo Hernandez che arriva da dietro e se lasciato libero è in grado di rendersi molto pericoloso con il suo tiro forte e preciso (immagine 5).

IMMAGINE 5 - Pressione attirata sul lato destro per concludere l'azione a sinistra in superiorità numerica, liberando Theo per la conclusione pulita

 

FASE DI NON POSSESSO PALLA:

In fase di non possesso palla il Milan di Pioli attua generalmente un pressing alto, andando ad attaccare con intensità i riferimenti e gli appoggi agli avversari per costringerli all'errore o a rilanciare lungo con imprecisione. I rossoneri, in particolare, pressano e fanno densità soprattutto centralmente per obbligare l'altra squadra a giocare sulle fasce (immagine 6). Quando il pallone arriva sulle corsie esterne il Milan 'scivola' molto velocemente con tanti uomini per andare in parità o superiorità numerica, sfruttare a proprio favore anche la linea laterale, costringendo l'avversario a giocare con imprecisione per recuperare la sfera (immagine 7).

IMMAGINE 6 - Densità centrale con più uomini in zona palla. Corsie esterne volutamente sguarnite da attaccare in un secondo momento
IMMAGINE 7 - Pressione laterale: si occupano e coprono tutti gli appoggi dell'avversario che, non avendo soluzioni, deve giocare lungo

Un'altra caratteristica molto interessante della squadra di Pioli è il contropressing (immagine 8). Quando il Milan perde il pallone, soprattutto nella metà campo avversaria, quindi in zona offensiva, si effettua un pressing molto intenso, che coinvolge tutti i giocatori vicini al pallone. Il più delle volte, infatti, i rossoneri riaggrediscono gli avversari in superiorità numerica per recuperare velocemente la palla in una zona favorevole di campo. Se invece il contropressing non va a buon fine e l'altra squadra riesce a uscire da questa gabbia, il Milan abbassa il baricentro, sistemando i suoi uomini nelle rispettive posizioni per attendere l'offensiva avversaria. 

IMMAGINE 8 - Il ‘contropressing’ del Milan. Una volta persa palla si tenta subito di recuperarla con tanti uomini vicini al pallone

 

PUNTI DI FORZA: squadra tecnica nel giro palla, abile nell'andare velocemente in verticale con più soluzioni di gioco. Contropressing e pressione centrale ad orientare l'avversario sulle corsie esterne. Compagine mentalmente forte e consapevole dei propri mezzi.

PUNTI DEBOLI: i terzini non sono sempre abili in fase difensiva e lasciano spazi da attaccare. Linea difensiva alta, soffrono le giocate in profondità.


💬 Commenti