Quando il centravanti non c’è… la Juve segna di più: il curioso caso David

Jonathan David è il “punto debole” della Juventus: c’è un dato statistico eloquente che riguarda l’attaccante canadese

Nel calcio succede spesso una cosa curiosa. Un giocatore arriva con aspettative enormi, viene accolto come il volto del nuovo progetto e per settimane – a volte mesi – sembra che tutto debba passare da lui. Poi, lentamente, qualcosa cambia. Non sempre in modo rumoroso, ma abbastanza da accendere qualche domanda.

È quello che sta succedendo alla Juventus. Nelle ultime settimane i numeri raccontano una storia che, a prima vista, potrebbe sembrare quasi paradossale. I bianconeri sembrano più pericolosi, più fluidi e persino più prolifici… quando Jonathan David non è in campo.

E pensare che l’inizio era stato tutt’altro che negativo. Il primo gol all’esordio contro il Parma aveva alimentato entusiasmo e aspettative. Il canadese doveva essere il nuovo riferimento offensivo della squadra, il centravanti capace di aprire un ciclo diverso.

La stagione però ha preso una piega meno brillante. Finora David ha segnato soltanto 7 gol complessivi, di cui 5 in Serie A e 2 in Champions League. Numeri che, per un attaccante chiamato a guidare l’attacco della Juve, restano piuttosto modesti.

Senza Jonathan David la Juventus segna di più

I dati delle ultime partite offrono uno spunto interessante per capire meglio il momento dell’attaccante canadese.

Nelle ultime tre gare disputate senza Jonathan David, la Juventus ha realizzato 8 gol. Un numero significativo, soprattutto se confrontato con quanto accaduto nelle partite in cui il centravanti era titolare: in quel caso, le reti segnate sono state soltanto una.

Naturalmente il calcio non è una scienza esatta. Non si può ridurre tutto a una semplice correlazione tra presenza o assenza di un singolo giocatore. Ma i numeri, quando iniziano a ripetersi, meritano almeno una riflessione.

In alcune partite senza David, la squadra ha mostrato un gioco offensivo più dinamico. Movimenti continui, scambi rapidi e una distribuzione delle responsabilità offensive più diffusa tra centrocampisti ed esterni.

Non significa necessariamente che il canadese sia il problema. Piuttosto suggerisce che il sistema offensivo della Juve potrebbe funzionare meglio con un assetto diverso, magari più mobile e meno legato a un riferimento centrale fisso.

Expected goals e occasioni: i numeri raccontano una storia

La squadra della Juventus
Expected goals e occasioni: i numeri raccontano una storia (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Un altro dato che colpisce riguarda gli expected goals, cioè la statistica che misura la qualità delle occasioni create.

Con Jonathan David in campo, la Juventus ha prodotto un valore complessivo di 2.68 xG. Senza il canadese, lo stesso indicatore è praticamente raddoppiato arrivando a 5.41.

Il trend si conferma anche analizzando le cosiddette big chance, le occasioni da gol più nitide. Quando David era in campo la squadra ne ha create 9. Nelle partite senza di lui, invece, le opportunità chiare sono salite a 13.

Statistiche che non passano inosservate, soprattutto in una piazza abituata a valutare tutto con grande attenzione. La Juventus ha bisogno di un attaccante che segni, certo, ma anche di un sistema offensivo che produca costantemente occasioni.

Per questo le prossime settimane potrebbero diventare decisive per il futuro del centravanti canadese. Il talento non è mai stato in discussione, ma nel calcio – più che altrove – contano i momenti. E allora la domanda resta lì, sospesa tra numeri e sensazioni: la Juventus deve aspettare il vero Jonathan David… oppure ha già trovato un equilibrio diverso senza di lui?

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