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A Torino si è visto il peggior Bologna dell’anno. Battere la Juve sabato significherebbe dare un senso alla quotidianità

La carrozza è tornata zucca e a Cenerentola la scarpa sta un po’ stretta, non si infila più. Bologna inconsistente, piatto, color grigio topo. Il peggior Bologna dell’anno, quello visto a Torino: sulla stessa frequenza di quello che a Empoli si fece prendere a sberle dai toscani. Un Bologna che Malesani avrebbe definito “mollo” e nessuno avrebbe trovato nulla da ridire/ere. Contro i granata è arrivata la seconda sconfitta consecutiva dopo quella interna ad opera della Fiorentina. La classifica prende una piega più anonima, peccato, c’è stato – davvero – un momento in cui il Bologna poteva pensare di chiedere qualcosa di più a se stesso e a questa stagione. Quel momento è passato. Chiariamo: il lavoro di Mihajlovic resta più che buono, lo dice anche il +7 dopo 17 giornate rispetto alla classifica dell’anno scorso. Ma la nostra sensazione è che – purtroppo – il Bologna sia scivolato dentro lo stagno dove le ambizioni annegano in un gorgo, così, arrendendosi, prima lentamente e poi in un colpo solo, senza che in realtà succeda niente di drammatico. Cose che succedono, come sono sempre successe, anche in passato. Scusate, però: non è troppo presto per tirare i remi in barca? A due giornate dal giro di boa il Bologna rischia di finire come quel tipo che gira per ore nella rotonda, senza mai prendere una direzione precisa salvo poi scoprire – questo è il senso di tutto – che la missione è proprio quella di girare attorno alla rotonda. La salvezza non è messa in discussione, l’Europa è – per dirla alla Claudio Baglioni – “un gancio in mezzo al cielo” e per raggiungerlo bisogna mettersi sulle punte dei piedi. E quindi cosa resta? Resta la possibilità/lusso di prendersi qua e là qualche soddisfazione, come chi girovaga ad un buffet spiluccando ora un po’ di patatine ora un tramezzino, senza però riempirsi la pancia. Sabato al Dall’Ara arriva la Juventus. E’ una Juve scassata e sgasata, senza identità e senza qualità, che sta navigando a vista e – con le cosiddette piccole – ha già perso svariati punti, uscendo sconfitta con Empoli, Sassuolo e Verona; pareggiando poi in casa di Udinese e Venezia. Perché il Bologna non dovrebbe provare a vincere una partita alla sua portata? Mai come questa volta il buffet è ricco e abbondante, mai come questa volta il Bologna è davanti alla fila. In quello che rischia di diventare un campionato/rotonda senza obiettivi, battere la Juve significherebbe dare un senso alla quotidianità, appuntarsi una stella al merito all’altezza del cuore. Per trovare una vittoria al dall’Ara del Bologna contro la Juve bisogna tornare ai tempi di Mazzone, 1998, 3-0, Paramatti, Signori e Fontolan; ma nel ventennio di questo Duemila una sola volta è capitato di vincere contro la Juve, nel 2011, doppietta di Di Vaio a Torino, Malesani in panchina, Mutarelli monumentale in mezzo al campo nell’anno più sciagurato della storia recente, vedi alla voce Porcedda. Ma questa è un’altra storia.

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