Nuovo anno e problemi da risolvere: l'analisi tattica di Roma-Bologna

Nella prima del 2023 il Bologna palleggia e gioca ma non riesce a sfruttare gli evidenti problemi della Roma

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 
Marko Arnautovic (ph. bolognafc.it)

Dopo 50 giorni il nostro Bologna ritorna finalmente in campo. E' l'Olimpico di Roma la cornice perfetta per riassaporare finalmente la Serie A. Una partita, in primis, nel ricordo di Sinisa Mihajlovic che proprio nella Roma giocò i suoi primi anni in Italia e che nel Bologna ha realizzato, da allenatore, le sue ultime esperienze. Una sconfitta, però, a dir poco fastidiosa quella maturata ieri contro i giallorossi, autori di una partita mediocre e con veramente pochi squilli. Al Bologna c'è di certo da recriminare la poca cattiveria e finalizzazione nei momenti decisivi. 

LE FORMAZIONI

Modulo classico per il Bologna di Thiago Motta che ha confermato il suo 1-4-2-3-1, con Soumaoro e Lucumì centrali davanti a Skorupski, Lykogiannis e Posch terzini; in mezzo al campo Medel con Ferguson, mentre Dominguez vertice alto alle spalle di Arnautovic, con Soriano e Orsolini trequartisti esterni a piede invertito. 

La Roma di Mourinho si è invece schierata col consueto 1-3-4-2-1 con Rui Patricio tra i pali, Mancini, Smalling, Ibanez a comporre il trio difensivo; Celik ed El Shaarawy (preferito a Zalewski) sugli esterni; in mediana vicino a Cristante sorpresa Tahirovic, con Pellegrini equilibratore e vertice alto del reparto di mezzo, alle spalle di Dybala e Zaniolo

LA PARTITA

Nel primo tempo il Bologna cerca di attendere a centrocampo il palleggio giallorosso, schermando senza sbilanciarsi troppo, con Tahirovic e Cristante subito ben accerchiati in mezzo e in difficoltà nel trovare linee di passaggio verticali verso chi dovrebbe alimentare il gioco avversario. I piani del Bologna saltano però troppo presto, con il rigore di Pellegrini che contribuisce ad indirizzare la gara verso i canoni graditi alla Roma. Basta una semplice imbucata veloce e la difesa rossoblù si fa sorprendere centralmente, con l'inserimento di Dybala e il conseguente intervento in ritardo di Lucumì che causa il penalty. Da lì in avanti la gara non prende però una piega favorevole ai padroni di casa, anzi, si fa via via sempre più confusionaria e frenetica da entrambe le parti. Ritmi alti e circolazione buona ma non completa, molta frenesia ed errori gratuiti, il Bologna fatica a creare sviluppi di gioco convincenti e soprattutto pericolosi per la difesa di Mourinho. Dall'altra parte si nota come i giallorossi non siano invece molto coordinati nelle pressioni individuali, nonostante tentino di prendere alti Lykogiannis e Posch con Celik ed El Shaarawy. I rossoblù rispondono facendo molta densità centralmente per impedire di togliere rifornimenti ai movimenti di Dybala tra le linee, decisamente il giocatore più pericoloso. 

L'imprevisto svantaggio iniziale obbliga però la formazione di Motta a cambiare i piani: si alza un po' il baricentro, cercando di andare a prendere alti i giallorossi. Per la Roma diventa invece importante non spezzarsi in due tronconi, come spesso gli capita, provando a tenere compattezza e solidità difensiva. Pellegrini, soprattutto, appare però spesso in ritardo nelle coperture all'indietro, con il Bologna che si trova varie volte in superiorità numerica centrale anche grazie all'abbassamento di Dominguez sulla linea di Ferguson e Medel che vanno a formare una sorta di 4-5-1 in fase di possesso palla. Questo consente di recuperare meglio il pallone, e di avere anche più intensità in fase di recupero palla. Il duplice fischio mette a referto un primo tempo senza emozioni né grandi tiri in porta, soprattutto a conseguenza delle manovre farraginose di entrambe le squadre.

Nella ripresa la Roma rientra in campo poco compatta in mezzo al campo e allo stesso tempo confusionaria e sfilacciata come nel primo tempo. Le manovre appaiono spesso confusionarie e poco lucide. Di fronte si trova infatti un Bologna decisamente più ordinato e preciso nel possesso del pallone (chiuderà con il 60%) e sulle seconde palle, fondamentali nel calcio di oggi. Essenziali come sempre i movimenti in appoggio di Arnautovic che permette di smuovere le marcature del pacchetto arretrato avversario, ma anche di liberare spazio soprattutto ad Orsolini. L'ex Ascoli è apparso decisamente come il giocatore più pericoloso dei rossoblù, proprio grazie agli spazi liberati sugli esterni e alla sua capacità di puntare l'uomo prendendo anche il fondo del campo.

Motta prova a scuotere ulteriormente i suoi a metà secondo tempo inserendo Aebischer per Soriano. Mourinho, invece, risponde inserendo forze fresche con Abraham, Matic e Zalewski. Di lì a poco anche Zaniolo è costretto ad alzare bandiera bianca, togliendo ulteriore gamba e profondità alle manovre offensive giallorosse. Thiago Motta prosegue insistendo sul dinamismo e le idee grazie agli ingressi di Schouten e Cambiaso, con l'obiettivo di avere più spinta centralmente e anche giro palla. Nei minuti finali Mourinho vira verso un più conservatore 5-3-1-1, con Pellegrini alle spalle di Abraham e Bove al posto di Dybala a rimpolpare il centrocampo. Il Bologna prova a trovare la chiave di volta per il pareggio buttando nella mischia anche il giovane Pyythia, giocatore forte fisicamente ma anche abile nel palleggio. Il Bologna continua a tenere in mano il pallino del gioco, alzando ancora i giri del motore ma non riuscendo però a concludere in maniera convinta verso la porta di Rui Patricio. Nell’ultimo quarto di gara è Smalling a tenere in vantaggio i suoi, immolandosi per ben due volte per salvare il risultato su un paio di inserimenti ben riusciti da parte dei rossoblù. Sul finale è Abraham a salvare sulla linea sul colpo di testa di Lucumì indirizzato sul secondo palo. 

Bologna che ha da recriminare soprattutto per la mancanza di cattiveria e determinazione in fase offensiva: elementi su cui lavorare duramente in vista delle prossime partite. Con una Roma così statica e prevedibile, sarebbe bastato attaccare con più convinzione specialmente sulla trequarti e sugli esterni per muovere le maglie avversarie e creare grattacapi ad una formazione, come quella di Mourinho, non particolarmente irresistibile nel tenere le marcature in area e le pressioni individuali. Se si va infatti a dare un'occhiata alle statistiche è possibile notare i soli 2 tiri in porta prodotti dai rossoblù: decisamente troppo poco. 

Lunedì al Dall'Ara arriverà un Atalanta reduce da un momento negativo composto da 3 sconfitte e un pareggio. Ritrovare intensità e cattiveria sono gli elementi su cui lavorerà Thiago Motta in questi giorni. 

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