No game in Israele: per le vu nere si salvano solo Ojeleye e Abass

Le nostre pagelle a Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, in seguito alla pesante sconfitta subita dai felsinei

Scritto da Massimo Guerrieri  | 
Semi Ojeleye (Foto Virtus)

La Virtus Bologna non scende in campo a Tel Aviv e perde nettamente con un Maccabi grintoso e voglioso di portare a casa due punti importanti in ottica playoff. La compagine emiliana non riesce ad esprimere la sua pallacanestro, difende in maniera troppo blanda, concede tiri aperti e canestri facili dal pitturato e mette il punto alla sua Eurolega

Le pagelle

VIRTUS

MANNION 5,5 - prova ad incidere in cabina di regia, ma non ci riesce. La squadra, in generale, soffre molto l'assenza di Pajola, visibile soprattuto in fase difensiva, fondamentale sul quale l'ex Golden State deve ancora crescere tanto. Commette qualche ingenuità, ma mostra anche qualcosa di buono, in particolare nelle assistenze ai compagni, sette al termine dell'incontro.

HACKETT 5,5 - si batte, corre, ci prova, ma non basta. Parte molto forte, ma ben presto si ritrova a corto di ossigeno e viene sostituito. Meno lucido in fase difensiva rispetto alle sue abitudini, chiude il match con 7 punti, 3 rimbalzi e 4 assist sul tabellino personale. Ha maggior esperienza del compagno di ruolo Mannion, lo mostra, ma non raggiunge la sufficienza.

BELINELLI 5 - serata storta per il giocatore più in forma dell'ultimo periodo bianconero. ⅓ al tiro dalla lunga distanza, una condizione fisica, che non gli permette di stare al passo con gli avversari e qualche scelta sbagliata di troppo, soprattuto nella metà campo israeliana. In difesa non riesce a dare alcun contributo. 

BAKO 5 - non gioca nemmeno troppo male, ma è estremamente limitato a questi livelli: conferma, per l'ennesima volta, di poter incidere solo in campo aperto e fronte a canestro, mentre fatica tantissimo quando si trova in post basso con gli avversari schierati dentro l'area e sul perimetro. Se non sfoggia la sua fisicità ed il suo atletismo con un certo tipo di gioco, non entra mai in partita.

JAITEH 4 - l'ennesima conferma della stagione, a dir poco, negativa del lungo francese. Il numero 14 della Segafredo sbaglia tutto lo “sbagliabile”, non trova il fondo della retina da distanza ravvicinatissima al canestro e non contribuisce alla causa nemmeno in fase difensiva. Sarà, di certo, uno dei primi a partire in estate. 

LUNDBERG 4,5 - prende mezzo voto in più del compagno Jaiteh solo grazie a cinque punti consecutivi che aprono il terzo parziale. Nel pre gara, vista la sua esperienza, aveva consigliato a tutto lo spogliatoio di non farsi influenzare dall'ambiente circostante, ma è il primo che si fa trascinare negativamente dagli eventi e dal contorno. Deve dare molto di più, anche a livello caratteriale. 

SHENGELIA 4,5 - un passo falso lo può commettere anche chi, come il lungo georgiano, ha “tirato la carretta” per buona parte di stagione. Non entra mai davvero in partita, si innervosisce, viene beccato dal pubblico in seguito ad una scaramuccia con un tifoso e rimane in panchina per tutti gli ultimi minuti del match. Non riesce a sfruttare i suoi movimenti e la sua esperienza, risultando avulso dall'incontro.

MICKEY 4 - dopo aver illuso il suo pubblico di essere in crescita, è ufficialmente tornato ad essere il giocatore di qualche settimana fa. Avulso dal gioco, non incisivo, in completa difficoltà, non solo a livello tattico e di gioco, ma anche sul piano psicologico. I 7 punti con cui chiude il match arrivano nel cosiddetto “garbage time” e non sono utili alla squadra. 

WEEMS 5 - ci prova, si impegna, ma un gregario non può diventare all'improvviso protagonista. 4 punti, 3 rimbalzi e 1 assist in venti minuti sul parquet di gioco, tempo non sfruttato così bene dal numero 34. In fase difensiva si applica, mostra difficoltà come il resto della squadra e non contribuisce alla causa a livello di produzione offensiva. Impossibile considerarlo sufficiente.

OJELEYE 6,5 - intensità, ritmo, voglia, cattiverai agonistica, resilienza. L'ex Boston è l'acquisto dell'anno, forse dell'anno di Eurolega, non solo di Virtus. Non si fa intimidire dall'ambiente, è abbastanza preciso al tiro, sfrutta la sua forza e la sua capacità di reggere i contatti e chiude l'incontro con 16 punti, 3 rimbalzi e 2 assist in ventitré minuti sul campo. 

ABASS 6,5 - per motivi diversi, si merita lo stesso voto del compagno in canotta numero 37. Resta in campo solo undici minuti, il secondo minutaglie più basso concesso da coach Scariolo dopo quello di Camara, ma incide sul finale di partita in maniera prepotente: si applica in difesa, sporca la sfera agli avversari, la ruba in due occasione e chiude l'incontro con un 3/3 dalla media distanza ed un 2/4 da oltre l'arco, per un totale di 13 punti. 

CAMARA s.v.

SCARIOLO 5 - se la squadra non riesce a giocare la sua pallacanestro è anche per demeriti dell'allenatore, che si fa trascinare dagli avvenimenti e non riesce a raddrizzare un match iniziato nel modo sbagliato. La zona viene provata troppo tardi e la velocità nel cambiare gli interpreti sul parquet di gioco è rivedibile. 

MACCABI TEL AVIV: Brown 8, Baldwin 8.5, Hilliard 8, Martin 7.5, Menco 6.5, Sorkin 7, DiBartolomeo 6, Cohen 7.5, Braimoh 6, Nebo 7, Ziv 6, Colson 7.5, Kattash 7.5.

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