Tre punti di "corto muso": l'analisi tattica di Spezia-Bologna

Una vittoria di carattere per i rossoblù

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 
I giocatori del Bologna festeggiano la vittoria contro lo Spezia (ph. bolognafc.it)

Mihajlovic, nel post partita di ieri, si è detto “contento a metà” per il gioco espresso dai rossoblù. Il tecnico serbo aveva richiesto più spietatezza in zona gol, soprattutto alla luce dei tanti errori che hanno portato alla sconfitta con il Venezia. Ma quello che conta realmente è portare a casa i tre punti e il Bologna ci è riuscito. Una vittoria fondamentale, che oltre a dare un'altra iniezione di fiducia, spinge i felsinei ulteriormente oltre i propri limiti. Sinisa sa bene cosa richiedere ai suoi ragazzi, e quest'ultimi stanno seguendo perfettamente i dettami del proprio allenatore. Basta un dato: era dal 2002 che, dopo 14 giornate, il Bologna non aveva accumulato così tanti punti in classifica. Poi c'è il rammarico di aver perso anche qualcosina per strada, in partite in cui i rossoblù avrebbero ampiamente meritato la vittoria. La gara con lo Spezia è stata faticosa, soprattutto sul piano mentale. Bravi i giocatori a rimanere sul pezzo fino alla fine. Un paio di stagioni fa, una partita del genere, sarebbe finita, alla meglio, in pareggio, ma quest'anno, l'enorme passo avanti fatto da questa squadra, sta proprio nel saper vincere queste tipologie di partite, contro avversari sporchi’, fisici, che fanno della compattezza la loro arma migliore. 

LE FORMAZIONI

Mihajlovic, come preventivato, ha confermato in blocco tutti gli undici che sono scesi in campo nella partita con il Venezia. D'altronde il tecnico rossoblù si era detto soddisfatto della prestazione, nonostante la poca concretezza negli ultimi metri. Lo Spezia ha invece cambiato diversi giocatori rispetto alla partita scorsa contro l'Atalanta. Thiago Motta ha confermato il modulo 1-4-3-3. Reca terzino sinistro, Bastoni più avanzato nel ruolo di mezzala. Tridente offensivo affidato ai giovani talenti Antiste e Strelec, sulle corsie esterne, con N'Zola punta centrale. 

PRIMO TEMPO: RITMI BASSI E QUALCHE FIAMMATA

Il primo tempo della partita tra Spezia e Bologna ha seguito un solo copione: rossoblù con il pallino del gioco in mano, Spezia chiusa e pronta a ripartire. Thiago Motta ha preparato la partita proprio così, cercando di fare grande densità e compattezza nella propria metà campo, lavorando col baricentro basso. Questa strategia serviva per permettere ad Antiste e Strelec, due giocatori dotati di gamba e progressione, di ripartire in campo aperto per andare a fare male alla retroguardia rossoblù.

Nella fase di non possesso la squadra di Thiago Motta si posizionava con un 1-4-1-4-1, lavorando con intensità in mezzo al campo, con Maggiore equilibratore. Gli ospiti non hanno voluto attaccare col baricentro troppo alto. Infatti, la squadra ligure si stabilizzava più o meno a centrocampo per schermare il giro palla dei rossoblù. Conoscendo la velocità di giocatori come Barrow e Orsolini, il tecnico dello Spezia non ha voluto rischiare. Poca pressione alta per evitare di alzare troppo la squadra e lasciare poi profondità alle spalle dei propri difensori.   

Il Bologna si è dovuto costruire azioni pericolose con improvvisi tagli delle punte, o con giocate veloci a 1-2 tocchi per eludere la pressione dei liguri. Nell'immagine 1 notiamo una delle principali occasioni dei rossoblù nella prima metà di gara: Spezia che si difende senza palla con un 1-5-4-1 o 1-4-1-4-1. Grande densità e compattezza in zona centrale. Arnautovic effettua un gran movimento corto-lungo. Prima viene incontro, seguito dal suo marcatore, liberando spazio alle sue spalle, poi sterza e attacca proprio il buco creatosi un istante prima. Dominguez pennella un pallone molto preciso e il numero 9 austriaco centra il palo esterno. 

IMMAGINE 1 - Movimento corto-lungo di Arnautovic che, attirando su di sè il difensore, libera poi spazio da attaccare alle sue spalle 

Spezia che ha deciso di improntare il suo gioco, come dicevamo, con transizioni positive e contropiedi, ma anche appoggiandosi in continuazione su N'Zola. L'attaccante dei liguri ha una grande forza fisica che gli permette di essere il riferimento costante della squadra che sa sempre di potersi appoggiare su di lui, in virtù della sua abilità spalle alla porta e nel gioco aereo. N'Zola, inoltre, è molto forte anche nel prendere posizione e, con un controllo orientato, spostare il pallone per eludere la marcatura avversaria, e andare a puntare la porta (immagine 2). 

IMMAGINE 2 - Lo Spezia libera le vie centrali per servire sulla figura N'Zola, che essendo molto abile spalle alla porta può girarsi e andare a puntare.

Sul finale del primo tempo c'è un'altra grande occasione per il Bologna: grande giocata di Riccardo Orsolini che prima sfrutta l'ampiezza, poi taglia dentro il campo per servire Soriano. Il numero 21 rossoblù è un maestro degli inserimenti senza palla alle spalle della linea difensiva e in questa occasione ne dà ulteriore prova. Il centrocampista del Bologna effettua subito un cross teso in area di rigore, zona primo palo, sulla quale si avventa Barrow che calcia a botta sicura. Il pallone si stampa però sul legno (immagine 3).

IMMAGINE 3 - Grande occasione per il Bologna: Orsolini taglia dentro il campo, serve lo splendido inserimento di Soriano che a sua volta pesca Barrow in area di rigore. Il gambiano centra il palo.

 

SECONDO TEMPO

Il secondo tempo si apre sulla falsa riga del primo: Spezia chiuso, sempre pronto a ripartire e a rifornire N'Zola, Bologna che fa la partita e mantiene il possesso della palla. Mihajlovic, più volte, durante la partita si è lamentato del fatto che i suoi giocassero a ritmi troppo bassi. Era però evidente che l'assetto dello Spezia rendesse particolarmente complicato riuscire ad alzare l'intensità. Quando, infatti, si sono accesi i calciatori di maggiore qualità, il Bologna è andato più volte vicino al gol. Come nell'immagine 4, possiamo notare il fraseggio veloce tra Barrow e Arnautovic che si conclude col tiro in porta del gambiano, stampatosi sull'ennesimo palo della partita. Nonostante una netta inferiorità numerica situazionale e posizionale (7 dello Spezia, contro 2 del Bologna), i rossoblù giocando a 1-2 tocchi sono riusciti ad eludere le marcature della linea difensiva ligure e a concludere in porta.

IMMAGINE 4 - 7 contro 2, il Bologna però alza la qualità col fraseggio tra Barrow e Arnautovic, col gambiano che calcia ancora una volta sul palo

La partita si è sbloccata al minuto 83 con un rigore calciato da Marko Arnautovic. La punizione, da cui è poi scaturito il rigore concesso al Bologna, è nata da un intenso giro palla da sinistra a destra e viceversa, che i rossoblù hanno effettuato a ridosso del limite dell'area dei liguri. 

Ha partecipato alla sortita offensiva anche il ‘braccetto’ destro della difesa, Soumaoro. Tra quest'ultimo, Vignato e Skov Olsen si era creata una triangolazione volta a liberare il danese, che ha potuto servire Dominguez in rifinitura. L'argentino si è guadagnato con intelligenza una punizione dalla quale è poi nato il calcio di rigore per i rossoblù. 

IMMAGINE 5 - Bella triangolazione tra Soumaoro, Vignato e Skov Olsen a liberare il danese che poi trova Dominguez con un passaggio orizzontale. L'argentino guadagna il fallo che porta al rigore.

Una partita, dunque, nel complesso complicata, soprattutto a causa dell'assetto tattico dei padroni di casa. La poca profondità, ma anche un campo di misura minore in ampiezza rispetto al solito, hanno fatto sì che il Bologna facesse fatica ad alzare ritmi ed intensità, nonostante le richieste di Mihajlovic. Nelle occasioni in cui giocatori come Barrow, Arnautovic e Soriano sono riusciti ad alzare la qualità delle giocate, il Bologna è sempre andato al tiro, creando non pochi grattacapi alla difesa di casa.

L'aspetto altamente positivo è che nonostante il gol facesse fatica ad arrivare, i rossoblù non si siano demoralizzati, continuando a insistere fino al vantaggio, mantenendo equilibrio e solidità difensiva. Una vittoria di grande maturità che evidenzia come il Bologna di quest'anno abbia fatto un notevole passo in avanti rispetto alle scorse stagioni quando partite del genere era molto raro che venissero portate a casa. 

L'attenzione è già orientata a mercoledì 1 dicembre, quando al Dall'Ara arriverà la Roma di Mourinho. Obiettivo non fermarsi, il Bologna vuole ancora stupire. 


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