Il Bologna si chiude nel suo dolore.
Annullata l’amichevole con il Nova Gorica, i rossoblu ieri si sono allenati a porte chiuse in quel di Casteldebole.
Nessuno dei calciatori ha voluto rilasciare una dichiarazione alla fine della seduta dell’allenamento.
Come riportato dall’edizione odierna del Resto del Carlino, infatti, l’unico a rompere il silenzio di squadra non è stato un calciatore, bensì un dirigente: quel Marco Di Vaio, oggi direttore sportivo della squadra, ma che 14 anni fa – nella prima esperienza di Sinisa in rossoblu – giocava ancora, e come se giocava.
Grazie ai suoi gol e alla tenacia di un giovane Mihajlovic in panchina, quel Bologna della stagione 2008/09 riuscì ad ottenere la salvezza.
«É una giornata buia per il nostro club e un giorno triste per tutti noi», afferma il dirigente rossoblu.
Continua Di Vaio: «Quello che abbiamo avuto con Mihajlovic in questi anni è stato un rapporto unico. Il pensiero adesso va alla famiglia. Insieme a Sinisa abbiamo passato momenti incredibili e pensavamo che ce la potesse fare, invece purtroppo anche un guerriero come lui non c’è riuscito. Resta il ricordo della sua voglia di combattere e del grande spirito che ha messo ogni giorno: non ha mai saltato un appuntamento programmato, è stato sempre vicino alla squadra e al club».
Il direttore sportivo conclude: «La squadra sta male, perché ha vissuto con lui tanto tempo. E tanti calciatori hanno vissuto insieme a lui pezzi importanti della loro carriera».
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