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Editoriale - Tortona indigesta per la Virtus: e ora?

Per la Segafredo dovranno essere giorni di analisi severe

Scritto da Dario Ronzulli  | 
Marco Belinelli (Foto Matteo Marchi - Virtus Segafredo Bologna)

Inaccettabile. Non ci sono molti termini per definire la prestazione di ieri della Segafredo in semifinale di Coppa Italia. Contro una Bertram incredibilmente efficace sui due lati del campo, le V Nere sono state a dir poco svogliate, abuliche e superficiali e in nessuna gara è possibile esserlo figuriamoci in una ad eliminazione diretta in un torneo che manca al club da 20 anni. Non si salva nessuno, in campo e in panchina; come in campionato Ramondino ha incartato Scariolo senza che questi sia riuscito a trovare contromisure adeguate, complice anche l'apporto scarso per non dire nullo dei giocatori. A sfiorare la sufficienza sono solo Weems e Jaiteh, troppo poco per pensare di ribaltare un passivo arrivato anche a -24. Emblematico poi l'inizio della ripresa: dopo aver segnato un buzzer beater con Hervey prima dell'intervallo, la Virtus avrebbe dovuto e potuto aggredire l'avversaria. E invece 8-0 Derthona senza che ci fosse nessun segnale di amor proprio dei Campioni d'Italia che Campioni non sono stati. Lì la gara è sostanzialmente finita.

La Coppa Italia è un torneo a parte, una parentesi che non può essere presa a riferimento per una valutazione generale della stagione nel bene e nel male. Vale e varrà anche per la Virtus, per la quale il problema non è tanto la sconfitta in sé quanto come verrà affrontata nei prossimi giorni prima di tornare in campo. Ovvero se si analizzano con precisione certosina le cause che hanno portato a questa debacle e poi si risolvono allora sarà stata una sconfitta salutare; viceversa ci sarà da patire e non poco perché il rischio di dover convivere con gli strascichi sarebbe elevato. Manca qualcosa alla squadra? Si intervenga sul mercato come e quanto possibile. Ci vogliono allenamenti mirati? Si lavori in palestra. C'è una sottovalutazione di avversari sulla carta più deboli? Si parli con i giocatori e si rimettano sui giusti binari. Sono ipotesi, possono essercene altre, dall'esterno non possiamo sapere quale sia quella/e giusta/e ma all'interno sì; dalla gestione del post Tortona non passa tutta la stagione della Virtus ma buona parte sì.

La prossima settimana senza Scariolo e i nazionali servirà probabilmente per sbollire rabbia e tensione. Poi dal 28 bisognerà rimboccarsi le maniche: già la sfida con il Bursaspor del 3 marzo è semplicemente una partita da non sbagliare. Le qualità e le armi per ripartire ci sono tutte, non sono state certo disperse: sta alla Virtus tirarle fuori e utilizzarle al meglio.


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