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Paralimpiadi: Lambertini in Giappone per una medaglia

E' già in Giappone per completare la sua preparazione a Sendai. Tra pochi giorni si sposterà a Tokyo dove per quattro giorni, dal 26 al 29 agosto sarà impegnato in ben quattro gare alle Paralimpiadi. Si tratta di emanuele Lambertini, 22 anni, di San Giovanni in Persiceto. E' alla sua secondaa Olimpiade. A Rio era la mascotte della compagnia, con i suoi soli 17 anni, ma anche quest'anno è comunque, ancora il più giovane rappresentante della scherma nonostante l'esperienza e le tante vittorie anche di carattere internazionale. E mentre lui si allena dall'altra parte del mondo, la sua istruttrice Magda Melandri, fa crescere altri talenti alla Zinella Scherma di san Lazzaro. Come il ventenne Leonardo Rigo che poche settimane fa a Varsavia nella categoria C, si è laureato vicecampione mondiale nel Fioretto e sesto nella spada. Dopo avere sconfitto 15-10 l'israeliano Kanstantsin Kavaliou e poi 15-12 il portacolori della Lituania Dmitrijs Valainis, l'azzurro si è arreso soltanto in finale 15-5 all'ucraino Serhii Shavkun, già oro nella gara di spada. Lo stesso Leonardo Rigo, alla prova di coppa del mondo in svolgimento sempre in Polonia pochi giorni dopo, ha conquistato il bronzo nel Fioretto e un quinto posto nella spada.

Tornando a Emanuele sarà in pedana dal 26 agosto per la spada individuale, Il 27 per spada a squadre, quindi il 28 fioretto individuale e il giorno il 29 fioretto a squadre. Obiettivo è quello di arrivare al massimo possibile anche se le incognite sono tante: <<Ho già partecipato ai Giochi Paralimpici di Rio – racconta – ma ogni edizione ha un’emozione a sé. Ultimamente non abbiamo potuto disputato tante gare quanto avremmo voluto, ma ci siamo comunque allenati al massimo simulando la competizione che ci attende in Giappone>>.

Lo spirito di Emanuele è sempre positivo, molto creativo e per questo ha voluto far parte del progetto Dual Career, nato con l’obiettivo di permettere agli atleti di coniugare la loro carriera agonistica di alto livello e gli studi. Emanuele è iscritto infatti all’Università di Bologna nella facoltà Ingegneria dell’automazione. Obiettivo è quello di perfezionare la sua protesi e di studiare le nuove tecnologie in quest’ambito per rendere più semplice anche la vita di chi ne avrà bisogno come lui. Per chi come lui si diletta a suonare il pianoforte, non si dimentica che lo sport èanche aggregazione e amicizia. E così racconta il suo rapporto con la Nazionale: <<Sono entrato in questa squadra quando avevo solo 14 anni – spiega – e oggi per me rappresenta una grande famiglia che mi ha fatto crescere. Siamo molto uniti e anche questo ci permette di essere più forti>>.

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Matteo Fogacci

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