Zare Markovski: “Il mio esonero lo metterei fra virgolette. Non è giustificabile in nessun modo, fu una ripicca personale, sostanzialmente un abuso di potere che ha negato il lavoro sul campo di un gruppo di professionisti. Posso sopportare ogni pressione, non mi ha mai condizionato nulla. Devo far parlare la mia pallacanestro per convincere i miei datori di lavoro che stiamo andando nella giusta direzione. Loro decidono alla fine, io inseguo il mio diktat andando per la mia strada. Le dirigenze devono esaminare quello che succede a casa loro senza influenze esterne. Tanto oggi la tendenza è che tutti vengano criticati, mentre le società devono essere forti nel giudicare i propri obiettivi e decidere di conseguenza. Non è più possibile programmare con un allenatore al di là dei risultati immediati e nessuno può dirsi fuori dal mondo web”.
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