Brindisi-Fortitudo Bologna: le pagelle

I nostri voti ai giocatori biancoblù dopo la sconfitta di brindisi per 105-93.

Scritto da Alessandro Iannacci  | 
Il finale di Brindisi-Fortitudo Bologna (Foto Happy Casa Brindisi)

Ashley 6 - L'apertura alare da albatros non lo fa sempre volare come potrebbe e dovrebbe ma non naufraga come altri (14 punti, 7 rimbalzi). Si tolga, però, quell'espressione timida e morda di più.

Gudmundsson 4,5 - Un mistero poco buffo (parte prima). Riportato nel suo ruolo naturale di guardia stecca come un principiante a X Factor. Per l'islandese,  stasera, è stato un "no".

Baldasso 4,5 - Un mistero poco buffo (parte seconda). Concentrazione e freddezza sono parole che Tommaso (2 punti in 20 minuti) sembra aver cancellato dal suo vocabolario. Deve ritrovarsi per dare il suo contributo alla squadra

Aradori 6 - Fa in attacco (18), disfa in difesa. In altre parole, merita 7 davanti e 5 dietro. Da qui il nostro voto medio. Però ha il merito di battersi e giocare anche per la squadra in attacco, a differenza di taluni suoi compagni.

Procida ne 

Benzing 7 - Passeggia e fatica, a volte, a tenere i ritmi pazzeschi imposti da Brindisi. E a difendere. Ma fa il suo, eccome: 23 punti con 8 su 13 al tiro. Mette benzina nel serbatoio dell'utilitaria di Martino quando si dovrebbe tenere la retta via. Purtroppo non basta.

Richardson 4 - Malachi c'è (a referto) ma non c'è (in campo). Dovrebbe ripassare gli archivi della Fortitudo e studiare bene alle voci "temperamento", "difesa" e "gioco di squadra". Inutile, in serate come
questa (4 punti in soli 15 minuti).

Totè 6,5 - Preciso a farsi trovare sotto canestro e puntuale a pungere (16 punti con 7 su 9 al tiro). Se si migliorasse un po' in difesa e indossasse i panni dell'intimidatore, meriterebbe l'azzurro. Deve fare di più anche ai liberi

Durham 7 - La grande sorpresa della serata: un solo allenamento dopo essere sceso dall'aereo e una partita notevole, con punti (13), assist (8) e personalità. Cala nel finale. Se è questo, è il leader che
mancava. Se, appunto.

Pavani ne


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