Mihajlovic: "Covid-19? Vietato avere paura. Orsolini deve tirare fuori l'orgoglio"

Vigilia di Bologna-Sassuolo, le parole di Sinisa Mihajlovic

Scritto da Francesco Livorti  | 

Sinisa Mihajlovic

Prima di presentare il lunch match del Renato Dall'Ara, Sinisa Mihajlovic ha voluto toccare i temi relativi alla pandemia: "Non so se la Serie A sia a rischio. Quello che voglio evidenziare è che tutti sono immersi in tale incertezza. Al di fuori del calcio ci sono problemi più grandi. Il mio rispetto va alle persone che stanno soffrendo. Forza d'animo è la parola d'ordine. Purtroppo bisogna convivere con il Covid-19. Dobbiamo affrontare il male, prendendo come esempio la gente che combatte. Vietato avere terrore. Il coraggio e la paura sono due facce della stessa medaglia, nella vita e nello sport. Lo ribadisco, noi siamo privilegiati e fortunati. Sono malato di regole: le voglio e le seguo. Perché mia moglie è stata 21 giorni vicino a me e non è stata contagiata? È solo c**o. Certi criteri sono anche senza logica, però accettiamo tutto. La pausa per le Nazionali per me è stata una decisione giusta, tentare di giocare e andare avanti è un bel messaggio. Nei limiti, ma bisogna cercare di fare la vita normale. Sono favorevole ai duelli internazionali".

Dopo la doverosa premessa, il fulcro della conferenza stampa si sposta sull'impegno con i neroverdi, una delle squadre più ostiche del campionato, soprattutto perché ha sempre dato noia al tecnico serbo: "Sono più forti di noi, hanno tante individualità. Sono una bella realtà e una comitiva organizzata bene. Mio figlio Nicholas, il più piccolo, sosteneva i colori del Sassuolo quando sulla panchina c'era Angelo Gregucci. Sarà una sfida maschia, perchè ambedue le compagini giocano per vincere, mai per non perdere. Ieri ho assistito all'allenamento migliore da quando sono qua. Quello che conta è la prestazione, che c’è sempre stata nelle prime tre giornate. Sono sereno per tale motivo. La performance dei ragazzi è direttamente proporzionale ai risultati, ci sono tuttavia delle eccezioni come la contesa con il Benevento".

Nell'ultima trance del discorso prende quota il focus sui calciatori rossoblù: "Orsolini ha svolto un programma personalizzato. Se in Nazionale Riccardo non ha calcato il rettangolo verde nemmeno per uno scampolo di partita, è solo colpa sua. Dopo il lockdown non è più lo stesso. L'obiettivo è quello di cercare di farlo tornare in condizione. Deve tirare fuori l'orgoglio e la spinta morale interiore. Le occasioni ci saranno, tuttavia le deve sfruttare. E' comunque entrato bene nella trasferta del Vigorito. Abbiamo diverse defezioni, specialmente in quella corsia. Barrow ha recuperato dall'infortunio. Terminali offensivi importanti sono altresì Vignato e Santander. La mia scelta di non schierare il numero 9 neppure a gara in corso contro Lapadula e compagni è stata per motivi tattici: volevo colpire i difensori campani con la rapidità degli attaccanti, non con la fisicità. Dominguez? Può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. L'interno in un reparto a tre è la sua posizione ideale, però mi aspetto tanto da lui. Siamo aperti al cambio modulo, bensì non voglio snaturare l'assetto che i ragazzi hanno assimilato per l'assenza di qualche pedina". 


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