Il Bologna continua a sognare, e lo fa in grande grazie a quattro successi consecutivi in Serie A. La vittoria in rimonta sulla Lazio è la conferma della maturità raggiunta dai rossoblù, emblematica perché raggiunta tramite il gioco proposto da Thiago Motta. Quest’oggi sulle colonne della Gazzetta dello Sport sono presenti le parole di Capello in un proprio commento sull’allenatore italo-brasiliano del Bologna.
Dietro l’escalation degli emiliani, in questo momento quarti in classifica a pari punti con l’Atalanta, c’è un’idea di gioco chiara. Il vestito è riconoscibile, ma anche cucito su misura per esaltare le caratteristiche dei calciatori. È un possesso palla per andare in avanti, non fine a sé stesso. I giocatori del Bologna non vengono telecomandati come si trovassero all’interno di un videogame. Thiago chiede alla squadra di avere coraggio in tutte le zone del campo e i suoi ragazzi, invece che cercare lo scarico all’indietro, si prendono sempre responsabilità.
Thiago è cresciuto nel Barcellona e nel suo gioco è evidente l’influenza spagnola. Una scuola, quella della Liga, che in questo momento sta dominando un po’ ovunque tranne che a casa propria e da noi. Se in Inghilterra il tedesco Jurgen Klopp (Liverpool) è tallonato da Mikel Arteta (Arsenal), Pep Guardiola (Manchester City) e Unai Emery (Aston Villa), in Germania è in fuga Xabi Alonso (Bayer Leverkusen) e in Francia Luis Enrique (Paris Saint-Germain). Mentre in Spagna c’è Carlo Ancelotti (Real Madrid) davanti a tutti. Motta ha fatto in tempo a incrociare Carletto ai tempi del Psg e in precedenza è stato allenato anche da Mourinho (Inter) e Gasperini (Genoa). Thiago è Thiago. Non è né un clone né un aggiornamento 2.0 dei suoi tecnici. Ma da ognuno dei maestri qualcosa ha preso e rielaborato.
Thiago ha giocato in top club e questo aspetto lo conosce e lo ha già vissuto da vicino. Per tutte queste ragioni sono convinto che Motta sia pronto per un ulteriore salto. Il futuro non lo conosco, ma non sbaglieranno le big italiane o straniere che decideranno di puntare su di lui.
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