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Match Analysis: lo Spezia di Thiago Motta

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco dello Spezia di Thiago Motta, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

Dopo la sconfitta di domenica scorsa c'è bisogno di una risposta. Il Bologna va allo stadio Alberto Picco di La Spezia per riprendere il percorso positivo intrapreso in questa stagione. Non può essere la partita persa con il Venezia a minare quanto di buono raccolto finora. Di fronte troveremo una squadra ben organizzata, con un allenatore giovane che vuole dare un'impronta moderna alla sua formazione. La squadra ligure, però, non si trova in acque tranquille. I punti che la separano dalla zona retrocessione sono solo 2. Anche i numeri non fanno intravedere un quadro così positivo della situazione: terzo peggior attacco della Serie A con 15 reti segnate e peggior difesa con 31 gol subiti. Solo in 1 partita su 13 la formazione ligure è riuscita a chiudere i 90' senza subire gol. Nelle restanti 12 sono arrivati ben 31 gol, più di 2 gol a partita. 

SISTEMA DI GIOCO

Il modulo di gioco maggiormente utilizzato da Thiago Motta è sicuramente il 1-4-2-3-1. La squadra di ligure vive più per un gioco corale. Non ha grandi individualità, ma calciatori discreti che, messi nelle condizioni giuste, possono rendersi pericolosi. Tra le individualità migliori troviamo sicuramente Bastoni, Verde e N'Zola. In mezzo al campo è preziosa la corsa e l'intelligenza del giovane Maggiore. Come dicevamo precedentemente è la difesa il reparto più fragile. Troppi gol subiti, tanti giocatori giovani e nessun leader in un reparto che dovrebbe guidare il resto della squadra.

FASE DI POSSESSO PALLA

Lo Spezia è una squadra che, a seconda degli interpreti che ha in campo, predilige giocare in un modo piuttosto che in un altro. Nelle ultime partite Thiago Motta ha impiegato più spesso l'attaccante N'Zola, attaccante molto forte fisicamente anche in grado di fare reparto da solo. Il primo giro palla dello Spezia non è particolarmente qualitativo. Ad esempio nell'ultima partita contro l'Atalanta, squadra che pressa a uomo a tutto campo, i liguri hanno fatto tanta fatica a uscire da dietro col pallone, rifugiandosi il più delle volte su N'Zola per sfruttarlo nei duelli aerei e nelle successive seconde palle. Nell'immagine 1 notiamo lo Spezia che costruisce con un 4 + 1: tutta la linea difensiva più il metodista a rotazione a seconda delle situazioni. Non succede di rado che anche un altro centrocampista dia un sostegno alla prima costruzione andando a creare un 4 + 2. Il playmaker di centrocampo è però sopratutto Maggiore, centrocampista abile sia nel palleggio che nell'inserirsi in area avversaria.

IMMAGINE 1 - Costruzione classica dello Spazia: 4 + 1

Solo le squadre più qualitative negli smarcamenti e negli interpreti riescono ad uscire da situazioni particolarmente complicate di pressione. Il Bologna gioca un calcio, in fase di non possesso palla, similare all'Atalanta. Cerca di indirizzare lo sviluppo avversario giocando uomo contro uomo. Lo Spezia va dunque in difficoltà se pressata in continuazione e a tutto campo. L'utilizzo dell'attacco diretto, sì ti permette di saltare le linee di pressione avversaria, ma allo stesso tempo rende solitamente più facile agli avversari recuperare palla. Quando difendi bene sulle marcature preventive e sugli appoggi in zona palla, è difficile rendersi pericolosi in questa maniera. Motivo per cui nella partita contro l'Atalanta la squadra di Thiago Motta ha faticato molto a rendersi pericolosa offensivamente, pur comunque riuscendo a segnare 2 reti. Come vediamo nell'immagine 2 lo Spezia pare essere una squadra abituata a giocare in un'altra maniera. L'attacco diretto cercato per sfruttare N'Zola, con questo poco supporto, non può portare a nulla. L'Atalanta copre molto bene la zona palla con ben 6 uomini, mentre lo Spezia ne porta solo 3, con gli altri troppo distanti e passivi. Pensare di trarre un vantaggio da questa situazione è parecchio complicato.

IMMAGINE 2  - Attacco diretto poco efficace dello Spezia che non porta tanti uomini in zona sfera e si complica il recupero della seconda palla

Molto importante per il gioco di Thiago Motta è far arrivare i palloni sui terzini. Da una parte Amian e dall'altra Bastoni, vengono cercati per creare sovrapposizioni continue e permettere di arrivare al cross. E' soprattutto il terzino sinistro italiano ad essere un'arma in più: con la sua corsa, unita a buona qualità tecnica, Bastoni riesce ad arrivare molte volte in zona di rifinitura per fare le veci dell'assist-man. Il classe ‘96 è abile anche a venire a giocare dentro al campo e a palleggiare per poi buttarsi dentro. E’ una vera e propria arma utilizzata dal tecnico italo-brasiliano (immagine 3). 

IMMAGINE 3 - L'arma tattica di Thiago Motta: movimento di Bastoni a muoversi verso il centro del campo per andare poi in zona di rifinitura

Lo Spezia sollecita molto anche gli esterni offensivi. Giocando con un modulo che prevede tre giocatori in rifinitura dietro alla punta, si cerca spesso di far arrivare il pallone a Verde e Gyasi, solitamente i titolari che possono sfruttare la loro forza atletica e la rapidità sulle gambe. Come avviene di solito l'obiettivo è isolarli nell'1 contro 1 per far sì che creino imprevedibilità e soluzioni offensive per il centravanti. 

 

FASE DI NON POSSESSO PALLA

In fase difensiva lo Spezia effettua una pressione di buon livello sulla costruzione dell'altra squadra. Porta sempre tanti uomini in zona palla per facilitarne il recupero. Thiago Motta vuole una squadra attiva senza palla, che non subisca il gioco degli avversari. Sulla prima costruzione dell'Atalanta, come vediamo nell'immagine 4 i liguri pressano molto bene e a tutto campo. L'atteggiamento dimostra personalità nel posizionarsi in quella maniera contro una squadra tecnicamente abile come quella di Gasperini. Si difende uomo contro uomo, con duelli a tutto campo, si prova a indirizzare la costruzione per riuscire a recuperare palla.

IMMAGINE 4 - Nella prima pressione dell'Atalanta, lo Spezia difende con audacia a tutto campo uomo contro uomo

Sulla difesa dell'ampiezza, come fanno praticamente tutte le squadre, si gioca a proprio favore con la linea laterale. Lo Spezia, però, porta davvero tanti uomini in zona palla, come vediamo nell'immagine 5. L'Atalanta prova a trovare sfogo sulla corsia di destra. Lo Spezia porta addirittura 7 giocatori creando una sorta di pressione a due linee per isolare il giocatore atalantino che è costretto a rifugiarsi all'indietro. Questo atteggiamento audace della squadra di Thiago Motta dimostra l'intenzione di voler difendere attaccando, giocando a tutto campo senza paura.  

IMMAGINE 5 - Buona difesa laterale dello Spezia che porta tanti uomini creando 2 linee di pressione 

Lo Spezia, inoltre, difende anche molto alto e come dicevamo precedentemente non ha paura dei duelli 1 contro 1. Nell'immagine 6 possiamo vedere una situazione di difesa, non particolarmente ordinata, dei liguri contro l'Atalanta. I bergamaschi hanno il possesso del pallone col corpo orientato verso la porta dello Spezia. E' una chiara situazione di “palla scoperta”. In questo caso la regola principale è che la linea difensiva deve scappare velocemente all'indietro per togliere profondità. La difesa di Thiago Motta, però, è troppo alta e sta concedendo l'ampiezza. Il portatore di palla atalantino ha spazio e tempo per servire il suo compagno completamente libero sulla corsia di destra. Lo Spezia ritarda nel correre all'indietro e si aprono le possibilità per un'occasione da gol. In questa situazione notiamo tutta la difficoltà della compagine ligure di difendere con ordine e puntualità

IMMAGINE 6 - ‘Palla scoperta’ la linea difensiva dello Spezia è troppo alta, scappa in ritardo e concede la profondità all'Atalanta

Complessivamente lo Spezia è una squadra che dimostra difficoltà nella prima costruzione, specie se pressata, nonostante provi ripetutamente a giocare dal basso. Possiede, però, delle soluzioni tattiche interessanti come l'utilizzo di Bastoni da terzino sinistro rifinitore. In fase di non possesso palla utilizza un assetto moderno, attivo e volto alla riconquista del pallone. Gioca a tutto campo uomo contro uomo per creare duelli individuali che deve provare a vincere. C'è però da dire che la linea difensiva è priva di un leader esperto che capisca in anticipo determinate situazioni e che riesca a prevenire pericoli. 

PUNTI DI FORZA: rapidità e forza atletica sugli esterni offensivi; buona spinta dei terzini; attaccante forte fisicamente che sa fare reparto da solo. Fase di non possesso palla con buona pressione tutto campo.

PUNTI DEBOLI: Difensori ingenui che faticano a leggere le situazioni. Reparto arretrato spesso troppo leggero e che lascia spazio agli attaccanti avversari


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