Editoriale - A porte chiuse conviene davvero non giocare a basket?

Mentre la Virtus torna al successo e la Fortitudo fa i conti con gli infortuni, in Lega ci si interroga se sospendere o meno il campionato

Scritto da Dario Ronzulli  | 

Fortitudo-Virtus

La vittoria di Varese è stata un passaggio chiave per questo inizio di stagione della Virtus. Dopo due ko di fila in campionato la Segafredo non poteva perdere ulteriore terreno da Milano e Venezia: per quanto sia evidente che i campionati si decidono da aprile in poi, un terzo stop sarebbe stato un cattivo segnale. E invece è arrivato un successo convincente, che dà continuità a quello di Eurocup contro il Monaco. Ci sono ancora cose da sistemare, a partire da un Abass ancora poco a suo agio in attacco e un Alibegovic che viaggia fisiologicamente sull'ottovolante. Nulla comunque di irreparabile.

La Fortitudo dal canto suo ha offerto un'altra prestazione largamente convincente al cospetto di una squadra di rango più alto. Se con Sassari il rammarico era legato alla poca lucidità nella gestione del finale, con Milano c'è ben poco da rimpiangere. Con un roster ridotto la Lavoropiù ha fatto quello che ha potuto fin quando ha potuto, prendendo di petto il ruolo di vittima sacrificale al cospetto dell'Olimpia e sfoderando una prestazione coraggiosa. Non poteva bastare contro i meneghini, specie quando questi hanno alzato i decibel in difesa. Però per molti versi va bene così. Ora il problema è semmai un altro: Fantinelli deve recuperare dall'infortunio alla caviglia, Happ ne avrà per 3-4 settimane, Withers continua a non essere al meglio. In questa situazione domani c'è l'esordio in Champions e poi quattro sfide di campionato con le quali bisognerà muovere la classifica.

Ammesso che le quattro sfide novembrine di campionato, tra cui il Derby, si giochino. Perché il vero tema caldo di questa settimana e non soltanto a Basket City è l'ipotesi che il campionato possa essere sospeso vista la decisione del governo di imporre le porte chiuse. Il fronte dei favorevoli in LegaBasket non è numeroso ma fino a giovedì, giorno in cui ci sarà l'Assemblea, potrebbe anche ingrossarsi. Sicuramente i mancati introiti da botteghino stanno pesando sulle casse delle società e se questi introiti scendono a 0 - con la necessità di rimborsare gli abbonati, se lo vorranno - è una mazzata per tutti. Però sparire per un mese dai radar dei media e dei tifosi può essere perfino controproducente. Per dirne una: perché io sponsor devo pagare se non ci sono partite e il mio marchio non va da nessuna parte? E poi: i giocatori, specie gli americani, potrebbe anche salutare la compagnia e andare altrove; il calendario già intasato rende molto complicato trovare date per recuperare le partite; se la chiusura dovesse essere prolungata oltre il 24 novembre - fate pure tutti gli scongiuri del caso... - le complicazioni legate al non giocare aumenterebbero.

In definitiva non pare una buona idea quella di sospendere il campionato in attesa di riavere chissà quando il pubblico seppur limitato. È un problema delicato, senza dubbio, ed è bene che i club si approccino ad esso con calma e raziocinio.


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