Bologna torna a ruggire con un nuovo modulo: ora il Brann ed i rinnovi

Il Bologna torna alla vittoria dopo un mese: i rossoblu sono apparsi più compatti con il 4-3-3 varato da Italiano.Ora testa all’Europa League

Il Bologna torna a ruggire in campionato ad un mese esatto dall’ultima vittoria maturata sul terreno del Verona, il 15 gennaio scorso. Da allora 4 sconfitte (di cui 3 in casa) a cui aggiungiamo l’uscita ai rigori in Coppa Italia a favore della Lazio. L’unico sole arriva dall’Europa League con un pareggio ed una vittoria che apre ai rossoblù i play off contro il Brann: andata questo giovedì alle 18.45, ritorno il 26 febbraio a Bologna.

Vittoria imprescindibile ma per nulla scontata se consideriamo i timori della vigilia. Il Torino si trovava a -6 dalla terzultima in classifica, il Bologna a -9. Orbene, i tre punti rilanciano rossoblù di Vincenzo Italiano (ottavo posto con 33 punti parimenti a Lazio e davanti un solo da Sassuolo e Udinese) costretti oggi a combattere una realtà diversa rispetto agli obiettivi iniziali. Sia chiaro nulla è perduto, ma è opportuno che si ragioni diversamente. Anche perché quel Bologna incisivo e sfrontato non esiste più, l’abbiamo salutato da mesi.

Bologna, nuova faccia: come funziona con il 4-3-3

Il Bologna di oggi è una squadra diversa e ben ha fatto l’allenatore a rimescolare le carte. Il nuovo schieramento (4-3-3) abbandona quella verve foriera di un bel calcio (anche dispendioso) e va incontro ad un gioco meno spregiudicato, se vogliamo senza fronzolo, che sta gradualmente inserendo i nuovi acquisti, Joao Mario in difesa e Simon Sohm a centrocampo.

Ne fa le spese Odgaard, ne giova il centrocampo a tre (Freuler, Moro e Sohm) e il reparto offensivo con le ali Rowe e Bernardeschi a supporto del centrattacco Castro. Cosicché – mi sento di affermare – si abbina legna ed esperienza, che non guastano nel nuovo assetto focalizzato dal mister siciliano.

Leggo da più parti che il Bologna non è guarito e in effetti il gol preso all’Olimpico di Torino è frutto dell’ennesimo errore difensivo che poteva costare caro. Baricentro troppo alto e poco reattivo sul nuovo entrato Zapata. Ma come ho susposto ci troviamo al cospetto di un nuovo assetto e ci vorrà tempo per trovare una nuova e certa dimensione.

Infatti, a Torino il collettivo rossoblù fa la partita e a forza di macinare gioco Rowe e soprattutto Bernardeschi hanno trovato più volte la via della porta e quest’ultimo anche l’assist decisivo per il nostro ‘nuovo’ bomber, al secolo Santi Castro, che fa quello che deve fare un affamato di gol, combattere e cacciarla dentro.

Rete abbracciata anche da un pizzico di sorte (la palla che passa in mezzo alle gambe del difensore) ma si dice anche che la fortuna premia gli audaci. Il rinnovo contrattuale lo rende protagonista del ‘nuovo corso’ senza dimenticare chi l’ha aiutato a crescere come uomo all’interno del gruppo, un certo Sindaco Lollo De Silvestri: l’abbraccio fra i due racconta una storia nella storia.

Capitolo rinnovi: la situazione Orsolini

Riccardo Orsolini
Capitolo rinnovi: la situazione Orsolini (Ansa foto) – Bolognasportnews

E a proposito di rinnovi mi ricollego a quanto affermato dal Direttore dell’Area Tecnica Giovanni Sartori alla vigilia della partita. L’ex manager dell’Atalanta non comprende questo clamore attorno ai rinnovi (in salita) di Orsolini, Lucumi e Freuler. “Altre squadre hanno diversi giocatori in scadenza di contratto eppure giocano bene”.

Il suo ragionamento non fa una piega, peraltro legittimo, ma tutto diventa opinabile davanti al rendimento di certi giocatori, vedasi ad esempio quello di Orsolini, anche ieri subentrato dalla panchina e rimasto nella sua bolla. Azzardo a dire. Se l’estate scorsa si fa avanti la società araba Al-Qadsiah offrendo al giocatore azzurro 10 milioni netti di ingaggio annuale (e pare 25 milioni alla società) come minimo bisogna sedersi subito attorno al tavolo e rilanciare con una controproposta considerevole.

Questo non è avvenuto. O meglio le parti si sono incontrate senza trovare un punto d’intesa. Davanti a queste proposte si rischia di perdere mentalmente il ragazzo anche in vista del Mondiale. A mio avviso Orsolini non ha la testa sgombera da velleità. Forse sbaglio. Poi sono il primo ad augurarsi che contro il Brann torni ad essere quell’Orsonaldo che conosciamo.

Ritorno alla vittoria contro i granata e sarò pure banale a scrivere che vincere riporta fiducia e riconnessione con la propria consapevolezza nei propri mezzi. Vedasi le facce “liberate” viste in alcuni rossoblù, Freuler su tutti. Il test Brann darà o meno ragione a questo nuovo Bologna.

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