La Roma rischia di finire fuori dalle coppe europee: arriva la stangata dell’Uefa, ecco cosa accade al club giallorosso
Può una stagione giocata sul filo dei nervi, tra rincorse e speranze europee, trasformarsi all’improvviso in un vicolo cieco? È una domanda che, fino a qualche settimana fa, sembrava quasi fuori luogo. E invece oggi aleggia concreta, quasi scomoda.
Perché mentre la Roma lotta sul campo per conquistare un posto nelle competizioni europee, c’è una partita parallela che si gioca lontano dal prato verde. Una partita fatta di regolamenti, cavilli e decisioni che possono ribaltare tutto, anche a qualificazione ottenuta.
Il tema è quello della multiproprietà UEFA, una regola che negli ultimi anni è diventata sempre più centrale. E che, in questo caso, riguarda da vicino proprio i giallorossi.
La regola UEFA sulla multiproprietà: cosa dice davvero
Per capire il possibile problema, bisogna partire da una base semplice: la UEFA non vieta completamente la multiproprietà, ma la limita in modo molto rigido. In particolare, impedisce che due club con lo stesso proprietario partecipino alla stessa competizione europea.
Nel caso specifico, la questione riguarda la Roma e l’Everton, entrambe controllate da Dan Friedkin. Se a fine stagione dovessero qualificarsi per la stessa coppa – che sia Champions, Europa League o Conference – scatterebbe automaticamente un problema regolamentare.
L’articolo 5 del regolamento UEFA è piuttosto chiaro: nessun soggetto può esercitare influenza su più club partecipanti alla stessa competizione. Tradotto in parole semplici? Se due squadre “collegate” arrivano allo stesso torneo, una delle due deve restare fuori.
La scelta non è casuale. Viene premiato il club meglio classificato nel proprio campionato. In seconda battuta, conta il ranking della federazione. Un meccanismo freddo, quasi matematico, che però può avere conseguenze pesantissime.
Il rischio concreto per la Roma e gli scenari possibili
Ed è qui che la questione diventa reale. Oggi la Roma è in piena corsa per un posto europeo, con l’ambizione di spingersi fino alla Champions. Dall’altra parte, anche l’Everton è lì, a ridosso delle posizioni che contano in Premier League.

Due percorsi diversi, ma destinati a incrociarsi. E il rischio Roma esclusa dalle coppe non è più solo teorico. Basta un incastro sfavorevole per creare un corto circuito regolamentare difficile da risolvere.
La UEFA, in questi casi, non lascia spazio a interpretazioni: solo uno dei club può partecipare. L’altro resta fuori, indipendentemente dal risultato sportivo. Ed è proprio questo l’aspetto che fa discutere di più: il campo potrebbe non bastare.
Nel frattempo, la squadra continua a preparare il finale di stagione. Otto partite, un calendario impegnativo, scontri diretti che pesano. Tutto ancora aperto, tutto ancora possibile. Ma con una variabile in più, invisibile eppure decisiva.
In fondo, il calcio moderno è anche questo: non solo gol e classifiche, ma equilibri economici, regole internazionali, strategie societarie. E allora la domanda resta lì, sospesa: quanto conta davvero arrivare in Europa, se poi non è detto che tu possa giocarci?





