È quello che è successo a Edon Zhegrova negli ultimi scampoli di Juventus-Bologna. Una partita già indirizzata, con il risultato in controllo, che sembrava l’occasione ideale per entrare senza pressione. E invece quei minuti si sono trasformati in un piccolo caso. Due palloni persi, due cross affrettati, e la reazione evidente di Luciano Spalletti che non è passata inosservata.
Un’occasione mancata (e non è la prima)
Il problema, però, non è solo quella partita. Il caso Zhegrova nasce da più lontano, da una stagione che fin qui non ha mai davvero preso quota. I numeri raccontano una storia chiara: 22 presenze, ma appena 465 minuti complessivi. Troppo poco per incidere, troppo discontinuo per convincere davvero.
Eppure, le qualità non sono mai state in discussione. Tecnica, imprevedibilità, capacità di saltare l’uomo: tutto c’è. Quello che sembra mancare, almeno per ora, è la continuità nelle scelte. La lucidità nei momenti chiave. È proprio su questo che lo staff della Juventus sta riflettendo.
Lo stesso giocatore, però, non sembra intenzionato ad arrendersi. Ha chiesto ai suoi agenti di aspettare, di non affrettare valutazioni sul mercato. L’idea è chiara: restare, giocarsi le poche occasioni rimaste e provare a ribaltare il giudizio. Una scommessa, prima di tutto personale.
Il nodo mercato e la possibile cessione

Poi c’è il tema economico, che nel calcio moderno pesa sempre. La cessione di Zhegrova è una possibilità concreta, ma con un vincolo preciso: evitare una minusvalenza. Dopo l’investimento fatto la scorsa estate – oltre 14 milioni più bonus – la Juventus dovrebbe incassare almeno 11,4 milioni per non registrare una perdita.
Questo rende la situazione ancora più delicata. Da una parte c’è un talento che non ha ancora trovato spazio, dall’altra una valutazione che impone attenzione. Il club si interroga, valuta, osserva. E nel frattempo analizza non solo le prestazioni, ma anche l’atteggiamento, la crescita, la capacità di adattarsi.
Il futuro di Zhegrova resta quindi aperto. Non ci sono decisioni definitive, ma la sensazione è che le prossime settimane possano essere decisive. Ogni minuto in campo diventa un’occasione, ogni scelta un segnale.
Perché a volte non servono intere partite per cambiare una stagione. Basta un momento. E la domanda, a questo punto, è inevitabile: riuscirà Zhegrova a trasformare le prossime occasioni in qualcosa di più concreto, o quei minuti contro il Bologna resteranno il simbolo di un’occasione sfuggita?





