Beukema-Napoli: un’operazione sconveniente per tutte le parti in causa

Una delle operazioni più discusse dell’ultimo calciomercato è anche quella che ha portato meno benefici a tutte le parti. Il commento

C’eravamo tanti amati“, il celebre film con Nino Manfredi, Stefania Sandrelli e Vittorio Gassman, può aiutare a spiegare in maniera esaustiva una storia con due protagonisti: Beukema e il Bologna. Un addio che ha lasciato scottati la maggior parte dei tifosi rossoblù, innamorati delle giocate dell’ex numero 31 degli emiliani , ora al Napoli. L’operazione è stata senza ombra di dubbio una delle più discusse degli ultimi anni.

L’operazione Beukema non ha portato benifici a nessuno

Ora però a campionato finito è però possibile fare un primo bilancio, rilevando come nei fatti questo trasferimento non ha portato benifici a nessuna delle parti in causa. In primis al Bologna, eccezion fatta per quello economico, per il resto a livello tecnico non c’è stato alcun beneficio e guadagno.

Beukema in azione
L’operazione Beukema non ha portato benifici a nessuno. Bologna Sport News (Foto di Francesco Pecoraro/Getty Images Via OneFootball)

Chi ne ha raccolto l’eredità (Heggem, Vitík) non ha alzato il livello in alcun modo, eccezion fatta per qualche sporadica partita, dimostratosi però episodi isolati. I due non hanno pienamente convinto e il downgrade rispetto all’olandese è stato piuttosto evidente; c’è curiosità sicuramente per vedere Helland in azione, ma le due prestazioni fatte sono state abbastanza deficitarie.

L’operazione però non ha giovato neanche al calciatore, sbarcato a Napoli per il grande salto che nei fatti però non è arrivato. Il numero 31 infatti non ha convinto del tutto Conte, giocando meno di quanto preventivato e rendendosi protagonista di diverse prestazioni sottotono. Nelle ultime partite il suo minutaggio è leggermente aumentato a differenza del suo rendimento rimasto abbastanza claudicante per tutto l’arco della stagione.

Operazione non conveniente neanche per il Napoli

Dulcis in fundo però l’operazione non è stata conveniente anche per il Napoli stesso. Prelevato dai partenopei per 31 milioni più 3 di bonus dal Bologna, il classe 1998 non ha fatto registrare un rendimento tale da giustificare la spesa fatta, attestando per la formazione di Conte un doppio danno: economico in primis, ma anche tecnico, visto che spesso il tecnico gli ha preferito altri calciatori e che in diverse partite è apparso in evidente difficoltà.

Pochi mesi più tardi è dunque chiaro come l’operazione sia stata in realtà un buco nell’acqua per tutte le componenti della stessa, tanto che vien da sé pensare che a tutto quel clamore non ha fatto seguito nulla di rilevante. Tanto rumore per nulla…