Tra le possibili rivelazioni del Mondiale e del Girone I si candida anche il centrocampista senegalese classe 2007
Tra occasioni, redenzioni e sorprese, il Mondiale regala sempre delle storie da raccontare. Non è esente da questa regola il centrocampista senegalese classe 2007 Bara Sapoko Ndiaye, possibile rivelazione del Girone I (Francia, Senegal, Iraq e Norvegia) della rassegna iridata.
Bara Sapoko Ndiaye: l’astro nascente fatto debuttare da Kompany vuole prendersi anche il Mondiale
Sapoko Ndiaye nasce nel dicembre del 2007 ed è considerato uno dei prospetti più interessanti emersi recentemente dal calcio africano. Cresciuto nel vivaio di Gambinos Stars Africa in Gambia, si distingue per la sua fisicità imponente che gli consente di dominare i duelli e di coprire ampi spazi in mezzo al campo.
Il suo piede forte è il destro e gioca prettamente come mediano davanti la difesa, ma vista la sua versatilità è in grado di avanzare di qualche metro il proprio raggio d’azione, agendo anche come trequartista. Alla sua prerogativa principale, che abbiamo detto essere la fisicità, abbina una buona visione di gioco e una discreta pulizia nel distribuire il pallone: tutte abilità che consentono di considerarlo un centrocampista moderno.
Nel gennaio del corrente anno arriva la chiamata del Bayern Monaco che lo preleva in prestito e gli fornisce l’occasione del grande salto tra i grandi. Kompany lo nota e lo fa debuttare in Bundesliga l’11 Aprile contro il St.Pauli subentrando a Musiala.
La scalata di Sapoko Ndiaye e la chiamata in Nazionale
Man mano lievita il suo minutaggio, dai sei minuti dell’esordio ai quattordici della settimana successiva contro lo Stoccarda fino alla prima da titolare del 25 aprile contro il Mainz (3-4). Settantasette minuti in campo come mediano al fianco di Pavlovic in cui mostra sprazzi di talento e ruba sicuramente l’occhio, non una qualità banale in una squadra come il Bayern Monaco.
La certificazione della sua ascesa arriva dalla convocazione in Nazionale del ct Pape Thiaw, che lo fa debuttare il 31 maggio alla tenera età di 18 anni e 5 mesi in amichevole poi persa 3-2 contro gli USA.
Tra la parata di stelle della rassegna iridata, bisogna dunque prestare attenzione all’astro nascente del calcio africano, desideroso di prendersi la scena ne palcoscenico più importante nella vita di un calciatore.





