Un’estate difficile per il Bologna, che nel giro di pochi mesi ha perso tre pilastri della rosa: prima la cessione di Castro alla Roma, poi il passaggio di Freuler all’Olympiacos da svincolato e ora anche Lucumí in direzione Juve. Tedesco riuscirà a “colmare i vuoti”?
E la chiamano estate, quest’estate senza te, cantavano Bruno Martino prima e Franco Califano poi. Magari Domenico Tedesco non conosce il brano in questione, ma sicuramente ha provato la sensazione di malinconia che la canzone condivide con il calciomercato rossoblù.
Mentre gli altri vivono, parlano, amano nell’afa dell’estate più calda degli ultimi anni, il Bologna saluta Castro, Freuler e Lucumí: tre protagonisti dei recenti successi felsinei. Come per Martino e Califano, è tempo di voltare pagina. “Dobbiamo affrontare il vuoto lasciato da queste partenze e colmarlo efficacemente”, ha ammesso Tedesco alla rivista Kicker.
Bologna, il peso dell’addio: Tedesco riuscirà a colmare il vuoto lasciato da Castro, Freuler e Lucumí?
Un Bologna senza spina dorsale: nel giro di poche settimane, i rossoblù hanno visto partire la colonna centrale della squadra, quella che (per almeno un paio di stagioni) ha sorretto l’armata di Italiano.
Jhon Lucumí, Remo Freuler e Santiago Castro hanno lasciato le Due Torri in cerca di nuove attrazioni. Leader per caratteristiche tecniche e di personalità, erano pure tra gli stacanovisti della rosa rossoblù.
Come sottolinea la Repubblica, infatti, erano tre dei giocatori più impiegati nella scorsa stagione, sinonimo anche di un’ottima tenuta fisica. Tutti e tre sopra i 3.000 minuti, erano dietro al solo Miranda nella classifica dei più presenti (3.637 minuti): Lucumí secondo con 3.567’, poi Castro a 3.443’ e Freuler a 3.108’ nonostante la clavicola rotta a novembre.
Irrinunciabili anche nella stagione precedente (la 2024-25) quando Freuler addirittura guidava il gruppo superando quota 4.000, Lucumí era terzo con 3.536’ e Castro sesto a 2.820’. Ora il Bologna dovrà ricostruire un’architrave da 134 presenze complessive solo nell’ultimo anno, e per questo arduo obiettivo è stato scelto Domenico Tedesco.
Il tecnico è alle prese con la complicata partita della loro successione, ma non sembra in alto mare, anzi. In attacco Santi Castro è stato rimpiazzato tempestivamente con l’arrivo di Dovbyk e Piccoli, mentre a centrocampo l’ex Fenerbahce sembra affidarsi alle risorse già in rosa. Dall’intuizione Bernardeschi alla promozione di Libra in prima squadra, con anche Moro a caccia della miglior condizione.
Il più difficile da sostituire sarà senza dubbio Lucumí, ma per la difesa sono previsti rinforzi dal mercato. Heggem e Vitik lasciano ben sperare per il futuro, ma è probabile arrivi un centrale da aggiungere alle rotazioni. Da Cabal a Prpic, passando per Gassama: sono diversi i profili attenzionati.

Bologna, la storia si ripete
Attenzione, però, a non cadere nella trappola dell’allarmismo. Quando vanno via pezzi così pregiati della rosa, è sempre bene ricordare la forza del Bologna: Giovanni Sartori e l’area tecnica.
Nella storia recente dei felsinei, abbiamo visto partire giocatori fondamentali: Calafiori, Zirkzee, Beukema, Ndoye e tantissimi altri ancora. Eppure i rossoblù sono sempre riusciti a ricostruire, a colmare vuoti che apparivano insormontabili.
La qualificazione in Champions, la Coppa Italia, la finale di Supercoppa e i quarti di Europa League: successi e piazzamenti che non si conquistano con le qualità del singolo, ma con visione e progettazione.





