Manca sempre meno all’esordio del Bologna di Tedesco. Tanti gli interrogativi, ma i rossoblù vogliono stupire tutti. Analisi e approfondimento
Ci sono estati in cui una squadra cambia semplicemente interpreti e altre in cui è l’identità stessa a essere chiamata a una nuova declinazione. Il Bologna si affaccia alla stagione con ambizioni intatte, ma con una serie di interrogativi che nascono da una trasformazione profonda: tra panchina e campo, sono diversi i pezzi del puzzle cambiati, rompendo una sinergia che ha segnato un periodo magico per tutto il mondo rossoblù.
Il Bologna ha perso la colonna vertebrale della squadra
Lucumí, Freuler, Castro: una filastrocca che alla lettura delle formazioni addetti ai lavori e tifosi conoscevano a memoria. I tre sono stati il fulcro dei recenti successi rossoblù, la struttura che teneva in piedi l’ossatura di squadra e che ora, per via del mercato, si è totalmente sfaldata.
Normale dunque come la loro partenza abbia fatto sorgere più di un dubbio sulla tenuta della squadra, anche in virtù del fatto che i sostituti di centrale e centrocampista non hanno ancora varcato la soglia di Casteldebole. Un problema non banale e che rischia di presentare ben presto il conto al Bologna, qualora non venissero prese in tempo le contromisure.
Perché il talento, quando viene monetizzato con questa regolarità, porta ossigeno alle casse ma sottrae qualità alla squadra. E se ogni sessione bisogna colmare lacune tecniche, aperte da cessioni dolorose non è sempre detto che il mercato restituisca ciò che ha portato via, e l’ultima annata è lì a testimoniarlo.
Dubbi anche in attacco
Il Bologna cambia pelle davanti e lo fa intervenendo sul cuore del proprio reparto offensivo: fuori Santiago Castro, destinazione Roma, e Thijs Dallinga, approdato al Colonia, dentro Artem Dovbyk e Roberto Piccoli.
Due partenze e due arrivi che ridisegnano l’attacco e consegnano al nuovo tecnico Domenico Tedesco un reparto con interpreti, caratteristiche e aspettative differenti. Il punto resta però capire cosa ci sia realmente dietro questo restyling. Perché se il Bologna ha scelto di cambiare e voltare pagina, le incognite non sono state spazzate via. Dovbyk è infatti chiamato a tornare ai fasti di un tempo, per mettersi alle spalle il periodo in chiaroscuro nella Capitale.
Mentre Piccoli è ancora alla ricerca della sua miglior versione e i suoi numeri in carriera sono lì a testimoniarlo. Due scommesse dunque, che il Bologna auspica di vincere per non venire estromesso dalla corsa ai posti nobili di classifica.
Tra dubbi, scommesse e incognite, il Bologna è però chiamato a fare chiarezza già lunedì pomeriggio al Dall’Ara contro la Lazio. L’attesa sta ormai per finire e la parola spetterà al campo, che fornirà l’unico verdetto in grado di rispondere a tutti questi interrogativi.





