L’esterno ex Juventus e Werder Brema non teme la pressione di una nuova maglia. A Bologna può accadere di nuovo, Tedesco ci spera
Vi sono giocatori ai quali il tempo concede il lusso dell’attesa, della lenta acclimatazione, dei passi misurati prima di lasciare una traccia. E ve ne sono altri, più rari, ai quali sembra bastare un istante per dichiarare le proprie intenzioni. Samuel Mbangula appartiene, forse, a questa seconda schiera. La sua storia recente racconta infatti di approdi nei quali l’attesa non è mai stata compagna di viaggio: alla Juventus, come poi a Brema, il talento belga ha saputo farsi largo con una rapidità quasi disarmante, trasformando in breve ciò che per altri avrebbe richiesto mesi.
Mbangula può confermare la tradizione
Adesso, a Bologna, è bastato un pugno di minuti, appena quattro, per riaccendere quella suggestione. Troppo presto, certo, per parlare di un copione già scritto; abbastanza, tuttavia, per intravedere l’ombra di una storia che potrebbe tornare a ripetersi.
Per l’esterno belga la pressione non sembra essere un problema, specialmente all’inizio. Lo ricordano bene i tifosi della Juventus ai tempi di Thiago Motta. L’ex tecnico del Bologna rimase folgorato dalle sue qualità tecniche, tanto da inserirlo subito nell’undici titolare alla prima di campionato contro il Como. Risultato? 3-0 per la Vecchia Signora con gol di Mbangula. Una notte in cui il suo talento si rivelò come uno schizzo di Pollock. Il belga concesse il bis una settimana più tardi a Verona, servendo l’assist per il raddoppio di Savona.
Mbangula: ottimo impatto anche al Werder Brema. Tedesco spera si ripeta a Bologna
E’ stato questo il leitmotiv della sua esperienza al Werder Brema, almeno inizialmente. In Germania è servito più tempo per sbloccarsi, ma comunque relativamente poco. Dopo le prime due giornate di ambientamento, alla terza timbra il cartellino nel successo 0-4 contro il Borussia Mönchengladbach servendo anche un assist per il raddoppio di Stage.
Sotto le Due Torri sono bastati appena quattro minuti (più recupero) in campo per riaccendere la suggestione e vedere in lontananza i contorni di una storia che potrebbe tornare a ripetersi, almeno questo è l’auspicio di Domenico Tedesco. Uno scenario che potrebbe ridare ossigeno al Bologna, dopo un periodo senza fiato.





