Bologna con Due Torri: una suggestione di difficile realizzazione

Piccoli e Dovbyk si sbloccano: un Bologna a due punte per il momento appare una soluzione difficile da realizzare. L’approfondimento

A Bologna le Due Torri non sono soltanto un simbolo: sono una presenza, una fisionomia, quasi una legge geometrica della città. La loro verticalità racconta da secoli una forma di equilibrio che resiste al tempo, pur nella sua apparente impossibilità. Portare quelle stesse Due Torri sul terreno di gioco, però, è un esercizio assai più complicato.

Bologna: doppio attaccante soluzione complicata

Perché immaginare il Bologna con due punte ha il fascino seducente delle soluzioni che, sulla carta, sembrano capaci di moltiplicare la forza offensiva, di accendere nuove combinazioni, di restituire all’attacco una dimensione più ambiziosa. Ma il calcio, più ancora della fantasia, è una questione di equilibri. E quelli del Bologna, oggi piuttosto flebili, non sembrano abbastanza solidi da poter essere sottoposti a clamorosi ribaltoni.

Nel match contro il Sassuolo si sono sbloccati sia Piccoli sia Dovbyk: una buona notizia per il Bologna e Tedesco. Tuttavia il passaggio a un 4-4-2 risulta una suggestione piuttosto complicata da realizzare. Un sogno nel cassetto, che per compiersi deve attendere la fine del processo di crescita della squadra, ancora poco coesa e sfilacciata tra i reparti.

Un modulo che non esalterebbe alcuni titolari

Per incastonare tutte le tessere del mosaico, i moduli da utilizzare in caso di doppia punta, potrebbero essere il 4-4-2 e il 3-5-2, ma in entrambi di essi verrebbero meno interpreti fondamentali per lo scacchiere di Tedesco, in primis Bernardeschi. Il numero 10 è vero ha fatto l’esterno tutta fascia con Paulo Sousa alla Fiorentina, ma nel tempo si è evoluto e con lui la struttura fisica.

Anche allo stesso Orsolini, ora infortunato, verrebbe chiesto un lavoro difensivo importante, che ridurrebbe giocoforza la sua incisività negli ultimi metri. Inoltre una mediana a due con le caratteristiche presenti in rosa difficilmente riuscirebbe a reggere una tale struttura. Diverso il discorso in caso di 3-5-2, ma in quel caso tornerebbe d’attualità il tema degli esterni offensivi.

Insomma a volte, nel calcio come in architettura, per costruire più in alto bisogna prima assicurarsi che le fondamenta possano reggere. E oggi, a Bologna, quelle fondamenta sembrano ancora troppo labili per sostenere una seconda torre.