Bologna, Tedesco paga per tutti: un mercato disastroso alla base di un inizio complicato

Dopo le prime quattro giornate il Bologna ha già cambiato allenatore. Tedesco paga per tutti, ma le responsabilità non sono tutte sue. L’approfondimento

“Tempus fugit” scrisse Virgilio nelle Georgiche: lezione imparata, suo malgrado, da Domenico Tedesco in questi giorni. Il tempo fugge per l’appunto e non lascia scampo: i giudizi nel mondo del calcio, così come le decisioni, giungono in rapida sequenza, spesso lasciando indietro qualcuno. Questa volta è spettato al tecnico, esonerato dopo quattro giornate, reo di non aver dato un’identità alla squadra e di non aver raggiunto i risultati prefissati, seppur sia passato poco tempo per poter descrivere la situazione con lucidità.

Tedesco paga per tutti. Inizio di stagione figlio delle scelte errate di mercato

Il Bologna ha scelto in maniera repentina di affidarsi a Raffaele Palladino, tecnico preparato pronto a dare un senso logico a una rosa ad oggi poco attrezzata per grandi palcoscenici. A pagare è stato Tedesco, ma è lapalissiano che il tecnico abbia pagato per tutti, poiché non è l’unico responsabile.

Sarebbe infatti riduttivo consegnare a Tedesco l’intera colpa del naufragio. La sua gestione può essere discussa , così come le sue scelte e le sue responsabilità tecniche, ma sarebbe intellettualmente onesto allargare lo sguardo oltre la panchina. Perché il Bologna che oggi si ritrova a fare i conti con una stagione complicata è figlio, anche e soprattutto, di un mercato che ha finito per smontare pezzi importanti dell’identità costruita negli anni precedenti, senza riuscire a ricomporli con la stessa solidità.

Mercato disastroso e rosa indebolita: a Palladino il compito di provare a ribaltare tutto

Sono partiti giocatori come Lucumí e Freuler, elementi che garantivano esperienza, struttura e conoscenza del campionato; sono venuti meno anche Rowe e Castro, privando la squadra di qualità e soluzioni offensive. E alle partenze non sempre ha fatto seguito un ricambio all’altezza: in alcuni casi sono arrivate scommesse, in altri si è scelto di non intervenire affatto, lasciando scoperti ruoli e responsabilità che sul campo, prima o poi, presentano il conto.

Così Tedesco è finito sotto processo per tutti. Per una squadra che fatica a riconoscersi, per risultati che non arrivano, per una manovra che si è progressivamente inceppata. Ma il pallone, a volte, racconta soltanto l’ultimo capitolo di una storia cominciata molto prima. E se l’esonero dell’allenatore può essere la soluzione più immediata, non è detto che sia la spiegazione più completa.

Uno scaricabarile in piena regola che nel calcio di oggi sta diventando consuetudine, ma che non basta a nascondere la polvere sotto il tappeto. Perché il valore tecnico della rosa è stato nel corso degli anni depauperato, indebolendo una squadra, attualmente senza obiettivi a metà settembre.

L’arrivo di Palladino potrebbe dare una scossa e una sterzata alla stagione, visto anche il pedigree del nuovo allenatore, ma servirà comunque tempo per vedere dei risultati, che potrebbero comunque non arrivare visto il valore della rosa. Quel tempo che però non è stato concesso a Tedesco, sconfessando dopo pochi mesi i proclami di inizio stagione. La nave Bologna sta naufragando: al comandante Palladino l’arduo compito di raddrizzare la rotta.