Il nuovo allenatore nelle precedenti esperienze aveva valorizzato i due laterali. La storia può ripetersi con Miranda. L’approfondimento
Vi sono allenatori che si limitano a guidare un calciatore, e ve ne sono altri che sembrano possedere il raro talento di riconoscerne, prima ancora che si manifestino pienamente, le possibilità più profonde. Nel cammino professionale di Raffaele Palladino, questa seconda dimensione ha trovato più volte una propria espressione, soprattutto nel rapporto con quei giocatori di fascia ai quali è riuscito a consegnare una nuova consapevolezza del proprio valore.
Miranda dopo Carlos Augusto e Gosens: Palladino può riuscirci ancora
Carlos Augusto prima, Robin Gosens poi: due nomi, due storie differenti, accomunati però da un medesimo filo rosso, quello di una crescita che sotto la sua guida ha assunto contorni più nitidi e ambiziosi e che l’ambiente rossoblù auspica di rivivere anche con Juan Miranda.
Il laterale spagnolo è uno degli interpreti che potrebbe essere maggiormente favorito dal cambio modulo di Palladino. Il passaggio al 3-4-2-1 gli dà maggiore licenza ad offendere, un aspetto che si tramuta in più rifornimenti agli attaccanti.
Numeri record degli esterni di Palladino: Juan Miranda il prossimo?
Se si prende in considerazione il background di Palladino, sono diversi i laterali esaltati da questo impianto di gioco. Carlos Augusto si consacrò con la maglia del Monza, realizzando 6 reti e fornendo 5 passaggi consecutivi. Pochi anni dopo è spettato a Gosens, già esaltato da Gasperini all’Atalanta ma rinato a Firenze nella gestione di Palladino, e raggiungendo l’apice con la doppietta in semifinale contro il Betis.
Miranda ha sicuramente meno capacità finalizzativi dei due appena menzionati, ma il feeling del tecnico con il laterali è cosa nota, tanto che anche nell’esperienza all’Atalanta, riuscì a riportare Zappacosta e a far crescere Bernasconi. Ora la storia può ripetersi i rossoblù, in ambiente e circostante differenti ma le premesse fanno ben sperare.





