Vincenzo Italiano ci ha messo pochissimo per diventare l’idolo dei tifosi del Besiktas. L’ex tecnico rossoblù ha raccontato la sua nuova esperienza
È in Turchia solo da qualche mese, ma Vincenzo Italiano è già diventato l’idolo dei tifosi del Besiktas. I fan bianconeri gli hanno anche dedicato un coro sulle note de l’”Italiano” di Toto Cotugno: “Sentire 43.000 persone urlare il tuo nome è qualcosa di emozionante”, ha raccontato l’ex allenatore del Bologna.
Il tecnico ha ricordato i tempi passati, spiegato la sua scelta di trasferirsi a Istanbul e parlato delle differenze tra il calcio turco e quello italiano. Le sue parole al Corriere dello Sport.
L’ex Bologna Italiano: “In Turchia c’è un clima straordinario. Vlahovic? È il miglior attaccante che abbia mai allenato”
Prima del Besiktas sono stato vicino a un club italiano, ma non dico quale. Ho avuto colloqui importanti con alcune squadre in Europa . Ho fatto una gran bella chiacchierata con i dirigenti del Benfica, che mi hanno aperto un po’ la mente, visto che non ero molto orientato a lavorare all’estero. Pochi giorni dopo mi ha chiamato il Besiktas, proponendomi un progetto importante. Ho deciso di provare questa avventura che fino a pochi mesi fa non avrei mai pensato di intraprendere.
E quale fosse il club di Serie A in questione, lo ha raccontato il presidente del Besiktas, Serdar Adali: “Si stava accordando con il Napoli di De Laurentiis, ma quando c’è stato un intoppo siamo arrivati noi”
E in Turchia, Italiano ha trovato un ambiente di cui si è già innamorato:
Stadi nuovi, tutti coperti, enormi, pieni di passione. Mi ricorda il calcio italiano degli anni ‘80 e ‘90 quando si giocava alle 15 e si aspettava la partita tutta la settimana. C’è un calore pazzesco, non solo da parte dei tifosi delle squadre più forti: è così dappertutto.
Le stesse atmosfere di quando ero ragazzino e gli stadi italiani erano pienissimi: mi sembra di rivivere quelle sensazioni
Eppure, un po’ d’Italia Vincenzo se l’è portata con sé: ha voluto fortemente Vlahovic e Miretti, ma ci ha provato anche con un ex Bologna…
Ho parlato con Vlahovic il giorno stesso in cui ho firmato. Per capire, visto che stava lasciando la Juve. Aveva numerosi contatti con club importanti. Mi ha detto che se non si fossero sviluppati ci saremmo risentiti. La società era d’accordo e alla dinne abbiamo preso un 26enne di grande valore e futuro. Può tornare il Vlahovic di qualche anno fa, ad oggi 4 partite e 5 gol: può dare ancora tanto al calcio europeo. Perché alla Juventus non trovasse spazio? Non lo so
Ho spinto parecchio anche per Miretti: ha tanto talento, alla Juve era un po’ chiuso e ne abbiamo approfittato
Abbiamo fatto un pensiero anche per Lucumí, ma abbiamo abbandonato l’idea visto che Jhon aveva grandi offerte
Ma tra Italiano e Dusan non è la prima volta: tra Firenze e Istanbul, è lui il miglior centravanti che abbia allenato?
In quei sei mesi a Firenze è stato incredibile, 20 partite e 20 gol. Negli anni successivi ho avuto attaccanti di valore, ma del suo calibro no. Comunque cinque anni tra Fiorentina e Bologna, credo che sia stato fatto un grandissimo lavoro, raggiungendo traguardi importanti. Ho alzato una Coppa Italia con il Bologna, qualcosa di storico. Anche perché non eravamo una squadra di prima fascia. Insomma, qualcosa di positivo è stato fatto lo stesso, anche senza il Vlahovic della situazione. Ho avuto Castro, Jovic, Cabal, Piatek, Dallinga… tutti ottimi giocatori, però il Dusan di Firenze ha fatto vedere qualcosa di diverso

Sul Bologna: “Lì ho avuto la possibilità di mettermi in mostra. Sento spesso De Silvestri”
Bologna e Firenze, tappe importanti nella carriera di Italiano. In cosa lo hanno fatto crescere?
Mi hanno dato la possibilità di mettermi in mostra in Europa. E in Europa si cresce, ci si confronta con realtà superiori. Ho capito ritmi e velocità, ho messo nel bagaglio la gestione dei tre impegni settimanali
Oggi, però, Bologna e Fiorentina sono due squadre in difficoltà, che stagione prevede per entrambe?
Anche a me è capitato di partire un po’ a rilento, inizia il malumore, gente scontenta, ambiente che si deprime. Sono due piazze di grande livello, dopo le grandi ci sono loro. Per il valore delle rose, penso che si riprenderanno
E se dovesse scegliere i giocatori a cui è rimasto più legato?
Ho un bel rapporto con i miei capitani. Pochi giorni fa ho sentito Biraghi, ma parlo anche con Terzi dello Spezia, con De Silvestri. Il più forte, invece, ce l’ho con me: è Dusan, per quello che mi ha dato in quei sei mesi a Firenze. E con tutto il rispetto per gli altri. Spero che continui a comportarsi da campione





