La Giovane Italia: Pessina e un errore che fa crescere. Niente dietrofront e Palladino crede in lui

Un errore non compromette un intero percorso: bisogna continuare ad avere coraggio. E Palladino crede in lui

Nel calcio, come nella vita, esistono errori che sembrano pesare più di quanto realmente meritino, giudizi che si abbattono come sentenze e condanne che arrivano ben prima che a un giovane venga concessa la possibilità di dimostrare il proprio valore. È il paradosso di un pallone che si professa innamorato del talento, ma che troppo spesso fatica a tollerarne le imperfezioni; che invoca il coraggio delle nuove generazioni, salvo poi voltare loro le spalle al primo passo falso.

Bologna, niente dietrofront: Pessina deve giocare e crescere

In questo scenario si inserisce la vicenda di Massimo Pessina, il cui errore grossolano contro il Lecce non può e non deve trasformarsi in una pietra tombale sulle ambizioni di un ragazzo né, tantomeno, sul percorso che il Bologna ha scelto di intraprendere con lui.

Perché credere in un giovane significa accettarne il talento, ma anche accompagnarne gli sbagli, senza pretendere che ogni prestazione sia impeccabile e ogni scelta immune da conseguenze. Significa avere la lungimiranza di comprendere che la crescita non procede lungo una linea retta, ma conosce esitazioni, cadute e ripartenze.

In Italia, soprattutto con la Nazionale, abbiamo commesso questo errore, correndo a giudizi affrettati etichettando troppo agevolmente calciatori ancora non nel pieno della maturità calcistica. Fare altrettanto con un portiere, arrivato anche a meritarsi una chiamata in Nazionale ad appena 18 anni (classe 2007), sarebbe un errore deleterio.

Palladino crede in lui

Ecco perché quindi il Bologna deve avere il coraggio di perseguire il percorso intrapreso, senza lasciarsi spaventare da qualche errore che fa parte del percorso di crescita.

Lo stesso Palladino, in conferenza stampa ci ha tenuto a ribadire la propria stima per Pessina: “Dalla nazionale è arrivato con entusiasmo, l’ho visto carico. Skorupski si era allenato bene. Ho fatto una scelta tecnica, vedremo le prossime partite. Credo tanto in Pessina, anche lui ha bisogno di di sbagliare, ma dobbiamo guardare la crescita di questo ragazzo.” Un’analisi lucida che si spera sarà la base su cui verrà costruito il futuro in rossoblù del giovane portiere classe 2007