Il parere di Gianpaolo Calvarese sul discusso rigore prima concesso e poi revocato in Lecce-Bologna
Al termine di una partita sofferta, il Bologna di Palladino riesce a ottenere tre punti fondamentali contro il Lecce. Un match che però ha alimentato diverse polemiche per l’arbitraggio di Pairetto. L’episodio, che ha suscitato la rabbia anche del presidente Sticchi Damiani, è il rigore prima concesso e poi revocato ai padroni di casa.
Lecce-Bologna: l’episodio che ha scatenato le polemiche
Poco dopo l’inizio della ripresa, Pairetto aveva assegnato inizialmente un rigore ai padroni di casa per un fallo di Pessina su Paco Esteban, ma subito dopo ha cambiato idea fischiando un calcio di punizione per un intervento dello stesso attaccante spagnolo su Casale.
Una decisione che ha acceso un dibattito per la dinamica, ma soprattutto per la gestione dell’episodio adottata dall’arbitro. In merito ha provato a fare chiarezza anche Gianpaolo Calvarese.
Il parere di Calvarese
Quest’ultimo su Calvar.it commenta così l’episodio: “Qui dobbiamo distinguere due aspetti: la sostanza e la forma. Dal punto di vista sostanziale la decisione è corretta, sia sotto il profilo regolamentare sia sotto quello tecnico. È vero che Pairetto indica inizialmente il dischetto, ma ha tutta la facoltà di ripensarci, eventualmente anche su segnalazione di un assistente, più difficilmente del quarto ufficiale, considerata la distanza. La trattenuta, infatti, esiste ed è prolungata: comincia prima dell’ingresso in area di rigore. Attenzione anche al timing della decisione: Pairetto fischia a fine azione, inizialmente per assegnare il rigore. Proprio per questo il VAR avrebbe la possibilità di intervenire, ma non lo fa perché la trattenuta fuori area effettivamente c’è. Dal punto di vista formale, invece, la gestione è davvero brutta. Indicare prima il calcio di rigore e poi spostare la decisione fuori area è una situazione che si poteva evitare.”





