La sfida col Como è alle porte e c’è molta attesa per quello che sarà un tour de force niente male per i ragazzi di Vincenzo Italiano.
Infatti, d’ora in poi dovrà essere un’abitudine quella di giocare ogni tre giorni, perché dopo la gladiatoria scalata dell’anno scorso, il Bologna va considerata una vera e propria big.
Tra non molto si scoprirà il vero potenziale di questa squadra, indebolita dalle partenze dei fuoriclasse e, a detta di tanti, non migliorata dai nuovi innesti.
La fiducia è quella che è, sono parecchi quelli tentati di scendere dal carro del tecnico siciliano e diversi quelli che lo hanno già abbandonato, ma si resta comunque ad attendere, perché ora viene il bello.
La gara che si disputerà sabato 14 a partire dalle ore 15 allo stadio Giuseppe Sinigaglia di Como, ha già le sembianze di un bivio cruciale per la stagione del Bologna.
Due punti nelle prime tre partite sono troppo pochi per una formazione che tra una settimana sentirà il Dall’Ara urlare l’inno della Champions, le speranze erano ben altre.
Se il pareggio con l’Udinese e la sconfitta di Napoli sono stati “sopportati” dai tifosi, l’1-1 contro l’Empoli ha fatto storcere il naso a molti.
Ora è tempo di cambiare marcia, senza alibi e con dei rinforzi in più, come i nuovi acquisti non ancora scesi in campo e gli ormai ex infortunati che hanno recuperato la condizione.
C’è grinta e voglia di fare bene, perché a fare il tifo, oltre a 700 anime rossoblù che hanno già prenotato l’intero settore ospiti, ci sarà anche il presidente Joey Saputo, fresco di cittadinanza bolognese.
La sfida ai lariani di Fabregas è pronta ad accendersi.
L’estate dei tifosi felsinei è stata perennemente tormentata da un dubbio esistenziale: chi sostituirà Calafiori?
Di rinforzi là dietro ne sono arrivati, da Erlić a Ilić, ma il vero titolare ha raggiunto Casteldebole pochi giorni fa.
Si tratta di Nicolò Casale, 26enne veneto prelevato dalla Lazio in prestito oneroso con obbligo di riscatto legato alla qualificazione del Bologna ad una qualsiasi coppa europea.
La fiducia che Lotito e Baroni non hanno avuto per l’ex centrale del Verona è stata invece manifestata apertamente da Sartori e Italiano, i quali lo hanno accolto a braccia aperte.
L’edizione odierna de Il Resto del Carlino ha ripercorso brevemente i passi della carriera del difensore: parte dalle giovanili del Verona per andare in prestito in Serie B e C, fino a tornare a casa nel 2021 e giocare poi nella Lazio.
Le ossa se le è fatte proprio in quelle serie minori: è lì che Caio De Cenco, al Sudtirol, gli dà il soprannome Dino, che sta per Dinosauro, per via del suo modo di correre simile a quello di un T-Rex.
Scherzi a parte, Nicolò è un giocatore fisico e più che affidabile, pronto a prendere in mano, insieme al titolare Beukema, le chiavi della retroguardia rossoblù.
Nonostante venisse da un infortunio lui lo ha promesso: a Como ci sarebbe stato. E così sarà, perché da ieri è tornato in gruppo e da sabato inizierà un nuovo capitolo della sua storia.
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