Editoriale - I toni duri di Sacchetti e la caviglia di Teodosic

Cosa ha detto la prima giornata di campionato per le due bolognesi

Scritto da Dario Ronzulli  | 

Avvio di campionato meno convincente per la Fortitudo Lavoropiù non poteva esserci. I biancoblu cedono a Roma al cospetto di una squadra assemblata praticamente l'altro ieri e con Dario Hunt che ha fatto quello che ha voluto contro la (non) difesa F. Meo Sacchetti è stato fin troppo chiaro nel post gara, parlando di una partita imbarazzante e mettendo anche sé stesso tra i responsabili. Sono mancate tante cose ieri al PalaEur: la tenuta difensiva, la capacità di completare le rimonte, Banks. Basterebbe il 3/11 dal campo a raccontare la partita dell'ex Brindisi, ma c'è anche un offensive rating - punti segnati ogni 100 possessi - a 64.5 ovvero pochissimo per uno scorer come lui. È la prima giornata, non è utile fare processi sommari o buttare tutto al macero: tuttavia è evidente come ci siano delle pecche nella squadra non migliorate nel primo mese di partite. Sacchetti fa bene ad arrabbiarsi e ad usare toni duri nel post partita se ritiene che possano scuotere i suoi, però poi in settimana i giocatori devono reagire altrimenti sono parole al vento. Anche perché, viste le caratteristiche del materiale umano a disposizione ben definite e difficilmente modificabili dalla sera alla mattina, soluzioni diverse per lo staff tecnico all'orizzonte se ne vedono pochine.

Tanti sorrisi per la Virtus contro Cantù ma anche ansia per le condizioni di Milos Teodosic. Partiamo da qui, partiamo dalla caviglia destra del serbo che ha tenuto con il fiato sospeso i 2000 della Segafredo Arena e che rischia di costringere le V Nere ad andare in Lituania contro il Lietkabelis per l'esordio in Eurocup senza il loro miglior giocatore. Tutto per """colpa""" dell'altruismo di Teodosic, che non ha chiuso la penetrazione con un layup per servire Ricci ancora a secco in quel momento della partita. Dopo la partita l'ex CSKA camminava zoppicando che di per sé, a nemmeno due ore dall'infortunio, non voleva dir nulla: bisogna capire se la caviglia si è gonfiata e attendere gli esami ad hoc. In attesa di saperne di più in giornata sulle condizioni del #44, torniamo alla gara di ieri vinta contro una Cantù volenterosa, coraggiosa ma fin troppo imprecisa e senza tanti punti nelle mani. Al netto dell'avversaria, la Segafredo ha mostrato però segnali interessanti: innanzitutto una partenza migliore rispetto alle gare di Supercoppa; poi un Adams che non si è immalinconito al primo errore, anzi ha buttato sul parquet ancora più cattiveria; ancora, un Tessitori affidabile e un Abass già ben calato nel nuovo ruolo di prima punta all'occorrenza. Ma soprattutto è arrivato un 50% al tiro da 3, nato da una palla passata rapidamente e in ritmo che ha messo spesso i tiratori bianconeri nelle condizioni ideali. Sta qui il trucco: se l'attacco procede a scossoni, tiri buoni non ne arrivano specialmente da oltre l'arco. 


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