Match Analysis: l'Inter di Simone Inzaghi

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco dell'Inter di Simone Inzaghi, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

La Serie A è pronta a ripartire. Sebbene le squadre siano decimate dai casi di positività, la Lega Calcio ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di rinviare la giornata. Motivo per cui, domani, giovedì 6 gennaio 2022 il Bologna ospiterà al Dall'Ara la capolista: l'Inter di Simone Inzaghi. Una partita che si preannuncia molto difficile. Sia sul piano della classifica, ma soprattutto per le numerose assenze che stanno colpendo i rossoblù. E' notizia di stamattina che, con l'ultimo giro di tamponi, sono risultati positivi anche Medel, Vignato, Santander e Van Hooijdonk che si vanno ad aggiungere a Hickey, Viola, Dominguez e Molla (terzo portiere). Ben 8 assenti che costringeranno Mihajlovic a fare delle scelte obbligate, ma soprattutto ad avere pochi cambi e forze fresche a gara in corso. Insomma, le premesse non sono delle migliori, ma come ha annunciato il tecnico serbo nella conferenza stampa odierna “io preparo la partita come se si dovesse giocare poi mi adatterò a quello che succederà.” 

L'Inter arriva al Dall'Ara in un momento di forma strepitoso: 7 vittorie consecutive e 6 partite di fila senza subire gol. Numeri che gli hanno permesso il contro-sorpasso in classifica sia sul Milan che sul Napoli. Motivo per cui la partita di domani sarà da approcciare al meglio. Mihajlovic non si è scomposto, anzi, ha parlato di un “Inter oggettivamente più forte anche se il Bologna fosse al completo”. Ma il calcio è bello perché non è scontato. Le partite iniziano 11 contro 11 e tutto può succedere. Il rossoblù lo sanno e se la proveranno a giocare fino in fondo, lasciando negli spogliatoi le difficoltà di una situazione attuale che va nettamente oltre il calcio.

SISTEMA DI GIOCO

Nonostante le pesanti cessioni subite nel mercato estivo, l'Inter è riuscita a mantenere una struttura tattica molto solida. Con l'avvento di Inzaghi sulla panchina, i nerazzurri hanno dato una fisionomia diversa al modulo base: 1-3-5-2. Un approccio al calcio più moderno rispetto all'atteggiamento ‘Contiano’. Questo cambiamento è stato ben assortito dai calciatori dell'Inter che sono riusciti a trovare una solidità e una ‘fame’ offensiva veramente di alto livello. 

Ad esempio, l’Inter di oggi, è una compagine molto più propositiva, che porta molti uomini nel possesso palla e nel fraseggio sul corto, senza più cercare gli spazi per la velocità di Hakimi e Lukaku ma usando la qualità tecnica soprattutto di Dzeko e Lautaro Martinez. Il grande merito di Simone Inzaghi è stato quello di rimanere fedele al proprio modulo di gioco, arricchendolo ulteriormente di nuove idee, decisamente più 'fresche'.

FASE DI POSSESSO PALLA

La prima costruzione, come possiamo notare dall'immagine 1 si sviluppa praticamente sempre dal basso. Con palla ad Handanovic, due dei tre difensori centrali (Skriniar e De Vrij) si aprono, facendo alzare Bastoni nel ruolo di terzino sinistro in modo da portare via un uomo avversario e liberare spazio. In mezzo al campo si propongono Vidal e il metodista Brozovic. Il giro palla ha l'obiettivo di andare a superare la prima linea di pressione avversaria. Inoltre l'Inter abbassa molto il baricentro per effettuare giocate corte e veloci, lasciando in avanti preventivamente 3-4 giocatori. Lo scopo di abbassare il baricentro è attirare la pressione avversaria e liberare spazio alle spalle da andare ad attaccare successivamente con gli uomini lasciati in zona offensiva. 

IMMAGINE 1 - La prima costruzione dell'Inter: l'utilizzo dei due centrali più i due centrocampisti. Bastoni si alza sulla corsia di sinistra.

Quando la squadra avversaria dell'Inter porta una pressione alta, come ad esempio il Torino nell'ultima gara pre natalizia, i nerazzurri, sulla prima regia, possono agire anche in altro modo, non forzando per forza la costruzione dal basso. La squadra indietreggia leggermente, con 3 giocatori che rimangono preventivamente in zona offensiva. Il movimento ad indietreggiare permette di farsi seguire dagli avversari e di liberare una zona di rifinitura (il quadrato blu nell'immagine 2). In questo caso Handanovic cerca proprio in quell'area il lancio diretto per i 3 compagni rimasti in avanti e tagliare fuori ben due linee di pressione dei ‘Granata’.

IMMAGINE 2 - L'Inter si abbassa col baricentro sia per giocare con tocchi veloci e ravvicinati, sia per attirare e aprire spazi alle spalle delle linee avversarie.

Una volta che viene superata la prima linea di pressione, l'Inter orienta la palla nei piedi educati dei due centrocampisti (Brozovic o Calhanoglu) o della punta (solitamente Dzeko che si abbassa a centrocampo per partecipare alla regia e ‘pulire’ i palloni). In un secondo momento si spinge il gioco sugli esterni. La zona sinistra presidiata da Perisic è quella più votata all’uno contro uno e ai cross da fondo campo. In queste situazioni abbiamo anche Calhanoglu che accompagna internamente l’azione e Bastoni che sale come terzino sovrapponendosi. Il giovane difensore italiano è infatti molto bravo tecnicamente ed è da considerarsi come un'arma in più in fase di costruzione, ma non solo. Le sue doti tecniche gli permettono anche di partecipare alla manovra offensiva e di rifinitura. 

Come vediamo nell'immagine 3 è proprio ‘l’arma tattica' Bastoni che su uno sviluppo diretto, va addirittura ad attaccare la profondità. Il lancio di Handanovic è diretto alla testa di Perisic, con Bastoni che si sovrappone internamente e va a beneficiare della sponda del croato. Il classe ‘99 va ad attaccare e a calciare in porta. Una soluzione, dunque, molto interessante che potrebbe infastidire l’organizzazione delle difese avversarie. 

IMMAGINE 3 - ‘L’arma' tattica Bastoni che beneficia, sovrapponendosi internamente, di una sponda aerea di Perisic e va a calciare in porta.

La zona destra è invece quella più orientata agli scambi di posizione tra gli uomini, con la catena Darmian/Dumfries,Barella e Skriniar. Barella, a differenza di Calhanoglu, è un calciatore che effettua spesso corse profonde e tagli interni. Questo gli permette, sia di andare a effettuare cross verso l'area di rigore, ma anche di andare a concludere direttamente in porta. Skriniar accompagna quasi sempre l’azione offensiva, ma a differenza di Bastoni, dà appoggio e raramente arriva a fondo campo per mettere la palla in mezzo o addirittura andare a concludere in porta.

In zona di finalizzazione l'Inter lavora molto con le due punte che, anche con Conte, agivano molto vicine per fraseggiare e aprire spazi. Sono soprattutto i movimenti di Dzeko a fare la differenza. La punta bosniaca è infatti più un 10 che un 9. Quando si abbassa per ricevere “a muro” (spalle alla porta) e ‘pulire’ il pallone diventa determinante. Come vediamo nell'immagine 4 l'attaccante ex Roma, muovendosi in appoggio, prima riceve una verticalizzazione, poi la tocca a sostegno per Calhanoglu. Il movimento di Dzeko apre un varco nella difesa del Torino sulla quale si avventa Lautaro Martinez. Il turco, infatti, pesca proprio in verticale il giovane argentino che può andare ad attaccare frontalmente la porta. Questi meccanismi sono talmente codificati nelle menti dei nerazzurri che vengono svolti a memoria, nonché a grande velocità e qualità.

IMMAGINE 4 - Dzeko si muove in appoggio, aprendo un varco alle sue spalle sulla quale si butta Lautaro Martinez che va ad attaccare verso la porta.

FASE DI NON POSSESSO PALLA

In fase di non possesso palla l’Inter aggredisce forte con una pressione orientata a lasciare come unica opzione il lancio lungo o il gioco sulle corsie esterne. Come notiamo nell'immagine 5 i nerazzurri consentono al Torino di andare a giocare sulle corsie laterali. Si alza però forte la pressione, ognuno va sui riferimenti che risultano essere tutti occupati. La soluzione sarebbe o lanciare lungo il pallone, oppure muovere palla velocemente a 1 o 2 tocchi, smarcandosi continuamente. Il problema, però, è che poche squadre possono permettersi a livello tecnico di riuscire a giocare a pochissimi tocchi nello stretto. 

IMMAGINE 5 - In zona laterale l'Inter si alza, andando a coprire tutti i sostegni del Torino mettendo in difficoltà il giro palla

Inoltre, i nerazzurri tendono molto a schermare centralmente per impedire verticalizzazioni e lasciando solo lo ‘sfogo’ sulle corsie laterali, dove poi si va ulteriormente ad aggredire. Come notiamo nell'immagine 6, il centrocampo dell'Inter scherma ed è ben scaglionato, non permettendo giocate centrali. Questo costringe i difensori del Torino a muovere palla sulle zone laterali nella quale poi l'Inter va a pressare con ancora più vigoria e intensità.

IMMAGINE 6 - L'Inter scherma centralmente e costringe il Torino ad andare a giocare sulle fasce.

Di fondamentale importanza per l'Inter di Inzaghi è anche l'utilizzo della transizione difensiva. Quando i nerazzurri perdono il pallone, non si ripiega subito, anzi, si cerca la riaggressione immediata. L'obiettivo di attaccare con molti uomini vicini e tramite passaggi corti, consente anche di difendere meglio. Infatti, nell'eventualità di perdere il possesso, in zona palla si trovano molti giocatori che possono subito andare a riaggredire gli avversari per prendere nuovamente il possesso del pallone. Una situazione del genere è ben chiara nell'immagine 7: con la perdita del possesso dell'Inter, ci sono 5 uomini a ridosso della sfera. Si crea una gabbia di 5 giocatori che, in superiorità numerica, permette il recupero veloce.

IMMAGINE 7 - La riaggressione immediata dell'Inter una volta persa la palla. Uno strumento difensivo che permette di recuperare velocemente la sfera.

 

PUNTI DI FORZA: squadra intensa, fisica, di grande corsa e forza; attaccanti con varie caratteristiche che possono dare un ampio ventaglio di soluzioni tattiche; pressing costante e riaggressioni immediate; transizioni difensive.

PUNTI DEBOLI: squadra che soffre se il pressing viene eseguito male, con il rischio di lasciare ampi spazi centrali; difficoltà sul lato cieco;


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