Corriere di Bologna - Rudeejay: "Fortitudo come atto di ribellione. Non conta cadere ma rialzarsi"

Rodolfo Seragnoli, figlio dell'ex patron della Fortitudo, ha parlato della sua passione per il basket

Scritto da Flippo Malossi  | 

Rodolfo Seragnoli, in arte Rudeejay

Rudeejay, famoso dj italiano, ha parlato così della sua fede Fortitudo: "Negli anni della scuola era impossibile non schierarsi: dovevi avere una posizione. Biancoblù o bianconero. Hanno sempre detto che il tifoso fortitudino gioisce più di una sconfitta della Virtus rispetto ad una vittoria della F, non posso negarlo: i bianconeri sono sempre stati più bravi e più forti, quelli belli ed eleganti. Loro erano i primi della classe e noi gli ultimi, la pecora nera del basket italiano. La Fortitudo diventava così quasi anche un atto di ribellione. Tra il 1995 e il 2000 abbiamo vissuto il momento d’oro, uno spettacolo di altissimo livello che però si è dissolto rapidamente portandosi dietro l’interesse di tanti tifosi. Personalmente sono arrivato fino al 2005 con quello scudetto firmato Douglas, vinto come ne avevamo sempre persi: è stata l’apoteosi ma poi mi sono ritrovato stremato. Il biancoblù resta nel mio sangue ma non possiamo negare di aver assistito a una rivoluzione anche nel modo di fruire dell’evento. Arriviamo così al primo derby senza pubblico, un evento che ventanni fa avrei potuto ipotizzare solo a causa di una squalifica del campo. Oggi siamo fermi senza vedere la luce in fondo al tunnel quindi capisco che lo sport voglia andare avanti con tutte le sue forze. La parte difficile è riscoprirsi senza il contatto con il pubblico che anche per me è sempre stata la ragione di tutto. Sono un inguaribile ottimista come ogni tifoso Fortitudo. Sappiamo che non importa come si cade ma come ci si rialza. Vale anche oggi in un momento di difficoltà sul campo e fuori".


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