Zirkzee sta trovando fiducia e continuità, complice l'infortunio di Arnautovic, e vuole sfruttare l'occasione per trascinare il Bologna. Di seguito le sue parole in una lunga intervista rilasciata al Corriere di Bologna.

Sull'esperienza al Bayern Monaco: “Le prime due stagioni nelle giovanili, giocavo e segnavo. Poi cominciai ad allenarmi con la prima squadra. Andare in Germania mi ha fatto svoltare: da ragazzo sono diventato uomo. Ho lasciato la famiglia, sono andato a vivere da solo, in convitto con gli altri compagni. Mi dovevo lavare i vestiti, ho dovuto imparare una nuova lingua, nuovi modi di allenarsi. Era la prima volta per tutto, ma è stato bello”.

Sugli esordi in prima squadra: “Al Bayern quando arrivai c'era Niko Kovac. Giocavo con la squadra B e avevo iniziato male la seconda stagione. Kovac fu licenziato, sostituito da Hansi Flick. Sapevo di non meritare la convocazione nei grandi. Flick mi disse: “TI do una chance. Sfruttala sennò te ne torni con la seconda squadra”. Segnai per due partite di fila contro Friburgo e Wolfsburg. Fu lì che feci uno scatto importante, nella testa e sul campo”.

Sull'avventura a Parma: “L'approccio non fu fortunato. Giocavo poco, mi sono fatto male. Al Parma voglio comunque bene. Fuori da campo mi sono goduto la prima esperienza in Italia, ma calcisticamente fu un disastro”.

Sull'arrivo in Italia con Mihajlovic: “Il progetto era differente quando sono arrivato. Nessuno mi aveva garantito che avrei giocato sempre, ma con due punte di certo avremmo avuto più chance di giocare insieme”.

Sull'arrivo di Thiago Motta: “Gioca con una punta e quando Arnautovic è fisicamente a posto è difficile metterlo in panchina. L'anno scorso ho giocato circa 50 partite con l'Anderlecht in Belgio, arrivare qui e stare in panchina e disputare solo un paio di partite è stato difficile da accettare”.

Sulle poche partite giocate: “Qualche volta il mio approccio è maturo, altre più da bambino. Ti senti ferito, vuoi raggiungere qualcosa di grande, ma la situazione non mi aiuta. È difficile. Mi sono anche infortunato, ora sono tornato, mi alleno molto. Ho giocato tutta la partita con lo Spezia, mi ha dato molta fiducia e mi ha fatto felice. Era tanto che non stavo in campo un match intero, ora vediamo che succede”.

Sui suoi obiettivi: “Tutti i giocatori ambiscono a raggiungere certi livelli. Voglio il massimo per me. Poi se il Bologna da una mia futura cessione incasserà tanti milioni saremo contenti entrambi. Non è il mio primo obiettivo oggi. Voglio fare ottime stagioni con il Bologna, quante non lo so. Possono essere due, tre, quattro, può essere l'anno prossimo. Nessuno lo sa. Questa è la mia mentalità”.

Sul rapporto con Arnautovic: “È uno dei miei migliori amici, parla olandese. Per me è come un fratello maggiore”.

Sulla possibilità di raggiungere l'Europa: “Non è facile, ma il morale è alto e siamo fiduciosi. Possiamo farcela, si”.

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