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Match Analysis: il Torino di Ivan Juric

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco del Torino di Ivan Juric, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

La 28^ giornata di Serie A vede arrivare al Dall'Ara il Torino di Ivan Juric. La formazione ‘granata' sta vivendo probabilmente il momento più complicato della stagione, con nessuna vittoria nelle recenti 5 giornate e l'ultimo successo che risale al 15 gennaio nella trasferta di Genova contro la Sampdoria. 
Sfida dunque delicata tra due formazioni che non hanno di certo cominciato il 2022 nel migliore dei modi. Il Bologna, infatti, dopo aver vinto contro lo Spezia, nell'unico successo dell'attuale anno solare, ha portato a casa un punto anche dalla trasferta di Salerno, utile per cominciare a dare un po' di continuità ai risultati. Il Torino, invece, è fermo a sole 2 vittorie da inizio 2022. Ci sono dunque tutti i presupposti per una partita molto tirata, tra due squadre concorrenti a livello di classifica, che vorranno assolutamente vincere per respirare e dare una sferzata di fiducia importante per il prosieguo della stagione e dei propri obiettivi. 

LA FORMAZIONE

Il sistema di gioco principale utilizzato da Juric è il 1-3-4-2-1, modulo che utilizzava spesso anche nella passata stagione a Verona. Il punto cardine del suo gioco è l'utilizzo di marcature a uomo a tutto campo, ma anche la ricerca continua di duelli individuali. Il pacchetto arretrato ruota attorno a Bremer, difensore molto abile in campo aperto, e forte negli uno contro uno. Il brasiliano è anche il calciatore che primeggia negli intercetti difensivi e nei duelli aerei vinti, ed è un profilo, a mio parere, di grande spessore. I granata, inoltre, sono una compagine particolarmente dotata anche dal punto di vista atletico, grazie a giocatori come Singo/Vojvoda e Ansaldi/Aina sulle corsie laterali, ma non solo. In mezzo al campo fisicità e qualità la fanno da padrone con gli interpreti Pobega e Lukic. La zona di rifinitura dell'azione è invece affidata a calciatori molto rapidi, esplosivi e tecnici. Tra questi troviamo Brekalo, Praet e Pjaca. La finalizzazione della manovra tocca a Sanabria e ad un ritrovato Belotti. Il “Gallo”, infatti, dopo una prima parte di campionato da acciaccato, sta ritrovando, nelle ultime partite, discreta continuità fisica e di minutaggio. 

FASE DI POSSESSO PALLA

Nell'ultima partita persa contro il Cagliari, la squadra di Juric ha costruito sempre nella stessa maniera, provando a sfruttare l'attacco diretto. Come vediamo nell'immagine 1 non c'è, sicuramente su richiesta del tecnico croato, predisposizione da parte dei difensori centrali di aprirsi per favorire uno sviluppo del gioco dal basso. La linea, composta appunto da 3 calciatori, si compatta e si alza. Questo costringe il portiere Milinkovic-Savic a rilanciare lungo su Belotti per risalire subito il campo. Come notiamo nell'immagine 2 l'attaccante del Torino va a contendere il pallone con Lovato. Questo è uno dei tanti duelli individuali che si sono venuti a creare anche nel reparto offensivo dei granata. In questa situazione, inoltre, troviamo il più classico degli attacchi diretti, ovvero la ricerca dell'attaccante per superare tutte le linee di pressione avversarie.  

IMMAGINE 1 - No a costruzione dal basso, sì a ricerca immediata dell'attacco diretto
IMMAGINE 2 - Sul rilancio di Milinkovic-Savic si cerca la testa di Belotti. Pjaca e Brekalo accorciano in zona palla, andando a creare un 3 vs 3

D'altronde il gioco di Juric non prevede tanto giro palla, anzi. I difensori devono toccare il pallone il meno possibile, per ricercare immediatamente i calciatori più offensivi e di maggiore qualità. Contro squadre che attaccano molto alte, ad esempio, il Torino non esagera mai col girare la sfera in zone difensive per attirare la pressione avversaria, ma rilancia il pallone senza troppi fronzoli per cercare l'attaccante.

A centrocampo è soprattutto Lukic l'addetto ad impostare la manovra, in virtù delle sue abilità tecniche e di palleggio. Pobega è invece un ‘incursore’, che preferisce notevolmente buttarsi dentro e/o prendere parte alle tante triangolazioni che effettuano i granata. 
Uno degli sviluppi offensivi più utilizzati dal Torino di Juric, è l'attacco in ampiezza, sfruttando con grande continuità le corsie laterali. Il principio cardine è giocare dentro per giocare fuori. Per essere più chiari, significa attirare gli avversari, in un primo momento, al centro del campo, per lasciare maggiormente sguarnite le zone esterne. Come vediamo nell'immagine 3 troviamo grande densità centralmente, con una difesa del Cagliari compatta e stretta a ridosso del limite dell'area. Pobega è appena andato a servire Brekalo che, con un tempo di gioco in più, permette a Vojvoda di completare la sovrapposizione esterna ad attaccare il fondo del campo. Successivamente, l'esterno nativo del Kosovo, mette un cross teso in area, dove intanto hanno riempito la zona Pobega, Belotti e lo stesso Brekalo.

IMMAGINE 3 - La sovrapposizione esterna di Vojvoda con il conseguente cross in area di rigore

Un altro dei principi di gioco del Torino targato Ivan Juric, è la ricerca continua di rombi e triangoli per far muovere i propri giocatori. La formazione ‘granata’, infatti, non dà mai riferimenti agli avversari. I trequartisti possono scendere a giocare a centrocampo, così come possono aprirsi in ampiezza per far entrare gli esterni; Pobega è molto bravo a buttarsi dentro; Belotti gioca in appoggio per liberare spazio alle sue spalle. Insomma, c'è una vasta gamma di strategie tattiche per mettere in confusione gli avversari. Due triangolazioni che reputo molto interessanti le troviamo nelle seguenti successioni situazionali. Nell'immagine 4 notiamo una bella triangolazione tra Ansaldi, che serve Pobega che e a sua volta gira palla in ampiezza, sulla sinistra, per Pjaca. L'esperto calciatore argentino, dopo aver dato il via all'azione, si butta dentro effettuando una sovrapposizione interna per attaccare nel corridoio e ritagliarsi uno spazio per andare, nel prosieguo dell'azione, al cross dal fondo con direzione area di rigore.

IMMAGINE 4 - La sovrapposizione interna di Ansaldi dopo un'ottima rotazione e triangolazione

L'immagine 5, invece, fa notare un'ennesima triangolazione, ma questa volta lunga. Pobega serve Brekalo, che si è abbassato nel cerchio di centrocampo. A sua volta il croato si appoggia di prima intenzione su Belotti. L'attaccante della Nazionale, maestro nel giocare spalle alla porta, si propone coi tempi giusti in appoggio e permette sempre di dare grande fluidità alla manovra offensiva del Torino. Il suo movimento è importante anche per tirare fuori un difensore del Cagliari e consentire di creare buchi e spazi alle spalle della linea difensiva avversaria. 

IMMAGINE 5 - Un'altra triangolazione lunga del Torino, con la verticalizzazione di Brekalo per Belotti che si è proposto in appoggio

FASE DI NON POSSESSO PALLA

Punto forte della formazione di Juric è la fase di non possesso palla. Come già detto precedentemente, il Torino effettua delle marcature a uomo a tutto campo (immagine 6). D'altronde il tecnico croato è un discepolo di Gasperini, allenatore che ha creato un vero e proprio impero all'Atalanta fondato con queste basi tattiche. La difesa dei granata e addirittura la quinta migliore di tutto il campionato. L'impronta che Juric ha dato alla squadra è fortemente difensiva. Gli esterni di centrocampo, nella fase di difesa posizionale, si abbassano sulla linea dei difensori. I due mediani danno una mano a schermare in mezzo al campo, mentre i 3 giocatori offensivi vengono lasciati preventivamente davanti in modo tale che se la palla viene riconquistata la squadra possa andare a puntare la porta avversaria in parità numerica. La squadra granata è inoltre una delle compagine che pressa più in alto e in maniera più aggressiva di tutta la Serie A. Pressare a tutto campo, per il Torino, ha l'obiettivo di far ricevere gli avversari sempre spalle alla porta, per poi indirizzarli verso le linee laterali. 

IMMAGINE 6 - Difesa a uomo a tutto campo da parte del Torino

L'ultima partita dei granata giocata col Cagliari, inoltre, è stata spesso fin troppo frammentata. Questo perché, giocando uomo su uomo, fa sì che se il Torino perde un duello uno contro uno sia costretto a commettere fallo per non mandare in tilt tutto il sistema delle marcature individuali. A sostegno di questa tesi c'è il fatto che i granata sono la squadra che effettua più falli di tutta la Serie A, con una media di 17 a partita. 

La squadra di Juric, quando la sfera è tra i piedi del portiere avversario, non porta quasi mai pressione. L'innesco dello stesso arriva su retropassaggi particolarmente pericolosi o comunque giocate complicate. Il punto cardine del pressing forte e aggressivo dei granata non sta solo nel recuperare palla in avanti per creare pericoli agli avversari, ma anche per difendersi in maniera maggiormente efficace e sicura. Come vediamo nell'immagine 7 il 'Toro', su un passaggio piuttosto difficoltoso di Cragno al suo difensore, si alza forte in pressione per andare a recuperare la sfera. Addirittura Bremer si alza praticamente sulla linea dei centrocampista per seguire il proprio uomo e permettere una perfetta fase di ‘scalata’ dei compagni.

IMMAGINE 7 - Prima pressione del Torino che viene effettuata solo su passaggi e appoggi difficoltosi degli avversari

Un altro elemento fondamentale per la squadra di Juric, è il recupero delle seconde palle, aspetto che, nell'arco di una partita, può veramente fare la differenza. I granata, contro il Cagliari, nell'ultima partita giocata, hanno cercato costantemente di rientrare in possesso del pallone sui rilanci lunghi degli avversari. Questa situazione è evidente nell'immagine 8. Sul rilancio di Cragno, infatti, il Torino va addirittura con 5 uomini in zona palla, contro 2 soli avversari. Questo permette ovviamente di aumentare le possibilità di un recupero della sfera e di consolidare poi il possesso.

IMMAGINE 8 - Fondamentale per indirizzare una partita è il recupero della seconda palla: 5 vs 2 per consentire di entrare nuovamente in possesso della sfera

PUNTI DI FORZA: grande aggressività; pressione alta; carattere; difesa granitica; pochi gol subiti, triangolazioni continue

PUNTI DEBOLI: pochi gol segnati; squadra che se affronta avversari particolarmente dotati tecnicamente e nell'1 vs 1 rischia di subire tanto; momento difficile a livello di continuità di risultati


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