Le parole dell’ex rossoblù Beppe Savoldi all’edizione odierna del Corriere di Bologna.
Quanto accadde ad Ascoli nel ’75 è entrato nella storia del nostro calcio. Mi manca un gol, si sa, ma non può tornare indietro. Questo la dice lunga di come fosse il calcio allora. Barbaresco, l’arbitro non vide nulla, il Var non c’era e fu la moviola della Domenica sportiva ad accorgersi dell’errore. Non feci tripletta e vincemmo solo 3-1, vabbè. Più tardi incontrai quel ragazzino in tv, era tutto più semplice e meno esasperato.
Sì, ma non per quell’episodio eh. È giusto eliminare le perdite di tempo, tenere alta l’intensità del gioco ed evitare le pause.
Diventa tutto più complicato. Già deve stare dietro a mille cose. Con tanti palloni a disposizione il problema è risolto. Cambierei anche altro. Pescando dal mio primo sport, farei le sostituzioni in corsa come nel basket. Si cambia a seconda della tattica, del momento. Non solo. Farei battere i falli laterali con i piedi: velocizzeremmo tutto e potenzialmente ci sarebbero più gol.
Il Bologna ha ceduto due giocatori che erano l’anima della squadra, non resta che da vedere se i sostituti saranno all’altezza. Per fare bene, soprattutto in Champions, ci vogliono alternative di livello. La rosa deve essere ampia.
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Confermare l’Europa, anche in Conference League. Ripetersi è difficilissimo.
Ha sempre fatto benissimo. Vediamo in questo finale di mercato cosa porta. La rosa va completata, gli impegni saranno tosti. E per far bene servono giocatori di qualità.
Caratterialmente, l’opposto di Gasp. Mi piace, è educato, pacato, tranquillo, non offende ma incita sempre i suoi. Come capitava a me con Pesaola, Vinicio, Fabbri… dei signori.
Che è più simile a Gasperini, uno fumantino, anche a bordo campo con i giocatori. Spero lo sia meno (il gruppo è abituato in un certo modo) e spero non voglia stravolgere tutto, ma solo aggiungere qualcosina di suo continuando sulla linea tracciata da Motta.
Da ex allenatore, so che ripetersi è complicatissimo a livello mentale e psicologico: il rischio concreto è che i giocatori si rilassino pensando di essere arrivati, evitando quel sacrificio in più che invece è stata la chiave di volta dell’annata precedente.
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