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Editoriale - Fortitudo e Pavani: fine di un'era?

Le dimissioni del presidente biancoblu scuotono un ambiente già provato

Scritto da Dario Ronzulli  | 
L'ufficialità dell'accordo con Kigili (Foto Fortitudo Bologna)

Il rumore della caduta è stato fragoroso, come i fischi piovuti dagli spalti al termine della disfatta. Che la Kigili potesse perdere contro Tortona era pronosticabile, che arrivasse una sconfitta del genere senza aver combattuto praticamente mai non poteva e non doveva accadere. Per mille motivi, a partire dalla necessità di provare a rispondere al colpo di Cremona contro Venezia, passando dallo sfruttare il fattore campo per finire a mettere in pratica la fin qui vacua ricerca di continuità. La Fortitudo continua ad andare su un ottovolante emozionale che bene non le fa e soprattutto che non autorizza ad avere grande ottimismo per il proseguo del campionato. Per una squadra che si deve salvare tenere la barra dritta e non avere alti e bassi nel morale è un aspetto fondamentale. Qui le responsabilità di Martino appaiono evidenti: se da una parte il coach molisano ha dato una minimale anima tecnica e tattica alla squadra, dall'altra non è ancora riuscito a stabilizzare emotivamente i suoi. A completare la serata tormentata dei biancoblu sono arrivate anche le dimissioni da presidente di Christian Pavani. Da più parti si vociferava di un cambio al vertice già messo in conto e dunque la mossa sarebbe stata solo anticipatrice di uno scenario comunque destinato a verificarsi. Al di là dei rumors, restano due aspetti. Il primo è che bisognerà capire se il Consorzio accetterà o meno le dimissioni: qualcosa in più se ne dovrebbe sapere non più tardi di questa settimana. Il secondo è che se Pavani dovesse abbandonare la presidenza si chiuderebbe un'era per la Fortitudo fatta del ritorno in Serie A, di una semifinale di Coppa Italia e di tante scelte sbagliate che hanno portato il club a dover fare i conti con i conti. Ci sarà comunque tempo per un bilancio più dettagliato.

Weekend decisamente più sereno per la Virtus che torna da Brindisi con una vittoria conquistata, quasi persa e poi riconquistata definitivamente. Altro successo non banale per la banda di Scariolo che, costretta a rinunciare all'ultimo a Mannion, trova in Alibegovic l'uomo dell'allungo e in Weems e Cordinier coloro che mettono a posto le cose sui due lati dopo che l'Happy Casa ha rimesso la testa avanti. Per la Segafredo segnali incoraggianti sono arrivati da un Sampson presente in attacco e un po' meno distratto del solito in difesa. C'è poco tempo però per stare a ragionare troppo su questa partita perché già domani c'è un delicato e insidioso match di Eurocup contro i tedeschi dell'Ulm, squadra reduce dal colpaccio di Podgorica e dunque da non prendere sottogamba come del resto dovrà accadere per tutte le sfide di regular season di coppa che mancano. Troppo importante arrivare più in alto possibile in classifica in vista dei playoff.


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