Niclas Fullkrug si è reso protagonista in negativo ieri con ilrigore sbagliato: la decisione di Allegri è netta, il tecnico l’ha fatto fuori
Un pallone sul dischetto. Undici metri. Uno stadio che trattiene il fiato. E poi quel rumore secco, quasi beffardo, del palo esterno. A volte una partita cambia per un dettaglio minuscolo. E a Pisa, in una serata che sembrava scivolare via senza scosse, il dettaglio è diventato un caso.
Il Milan era avanti 1-0 grazie alla rete di Ruben Loftus-Cheek, ma il rigore conquistato da Pavlovic – fallo di Loyola – poteva chiudere i giochi. Dal dischetto si è presentato Niclas Fullkrug. Non Christian Pulisic, non Rafael Leao, nemmeno Luka Modric. Proprio lui, il centravanti tedesco entrato a inizio ripresa.
Il rigore sbagliato e il dubbio che resta
Davanti a lui Nicolas Andrade, terzo portiere del Pisa, schierato titolare viste le assenze di Adrian Semper e Simone Scuffet. Il brasiliano resta fermo, non abbocca alla finta. Fullkrug apre il piatto, cerca l’angolo. Troppo. Palo esterno e palla fuori.
Curiosità regolamentare: Nicolas aveva entrambi i piedi oltre la linea al momento del tiro. Se avesse parato o deviato la conclusione, il penalty sarebbe stato da ripetere. Ma il pallone è finito direttamente fuori, e il discorso si è chiuso lì. Nessun appiglio, nessuna seconda chance.
Il dato sorprende perché in carriera Fullkrug aveva sbagliato solo un rigore su 22 prima di Pisa: il 2 dicembre 2017, quando Sven Ulreich gli negò la gioia in Bayern Monaco-Hannover. Numeri da specialista vero. Eppure, a volte, la statistica non basta a cancellare l’impressione lasciata da un errore pesante.
Gerarchie rigoristi: ora tocca a Modric?

La domanda è semplice: perché ha tirato lui? Fullkrug aveva appena preso il posto di Nkunku. Pulisic e Leao erano ancora in panchina. In teoria, sul campo, c’era Modric, uno che dagli undici metri ha scritto pagine di storia. Ma il tedesco ha preso il pallone con l’ok di Massimiliano Allegri. Segnale di fiducia. O di gerarchie ancora fluide?
I precedenti stagionali raccontano altro. Pulisic aveva già fallito contro la Juventus (0-0), mentre Leao è 2 su 2 e Nkunku 3 su 3. Percentuali che pesano. Ora anche Fullkrug entra nella lista degli errori. E in una squadra che punta al vertice, la scelta del rigorista del Milan non è un dettaglio secondario.
Il paradosso è che cinque minuti dopo, proprio Modric ha riportato avanti i rossoneri, dimostrando freddezza e leadership. Un segnale? Forse sì. Perché quando la partita brucia, servono nervi saldi. E il croato, in carriera, ne ha dati di esempi.
Chi segue il Milan da vicino sa che le gerarchie sui calci di rigore non sono mai immutabili. Cambiano con la fiducia, con il momento, con lo sguardo dell’allenatore. Dopo l’errore di Fullkrug, il dibattito è aperto. Toccherà ancora a lui? Si tornerà a Leao? O sarà proprio Modric il nuovo primo tiratore?
Undici metri possono sembrare pochi. Ma a volte bastano per spostare equilibri, leadership e responsabilità. E la prossima volta che l’arbitro indicherà il dischetto, a San Siro qualcuno guarderà la scena con un’attenzione diversa.





