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Fenucci: “Chi non ha risorse non può competere, altera l’equa competizione”

All’audizione davanti alla Settima commissione del Senato, nell’ambito del progetto di riforma del calcio italiano, è intervenuto l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci, che ha parlato dei diversi problemi con cui bisognerà fare i conti. Ecco le parole dell’ad rossoblù riportate dal Corriere dello Sport.

Claudio Fenucci in conferenza stampa

Il problema dell’equa competizione

Ci sono stati tanti club che hanno avuto transazioni sulle imposta con l’Agenzia delle Entrate, ma altri sono retrocessi al posto loro: questo non può più durare, non è più possibile che chi non ha risorse possa competere sul mercato. Altera l’equa competizione. E’ un tema che ci sta molto a cuore e che possiamo affrontare in sede di UEFA per le licenze, ma che va armonizzato con un sistema interno più rigido a garanzia dell’equa competizione tra le società oltre al tema della solvibilità che è però più complesso da affrontare. 

Controlli economici

Siamo legati a quelli della UEFA, che è andata a rilento anche su spinta dei grandi club che malvedono le restrizioni sugli investimenti a livello europeo quindi la UEFA ha tardato ad introdurre meccanismi di controllo. 

Monte ingaggi

La capacità di non essere sostenibili si riflette in un dato: le leghe USA pagano tra il 43% e il 45% dei propri ricavi ai tesserati portando in equilibrio l’intero sistema, l’Italia invece paga il65%. Siamo più scarsi degli altri? Non credo, siamo solo più in difficoltà degli altri a reggere la competizione.

Tema stadi e legge Melandri per i diritti tv

Abbiamo accumulato un ritardo notevole, rischiamo probabilmente gli Europei del 2032 se non agiamo rapidamente. Abbiamo oggi una modalità completamente diversa di trasmissione, tante limitazioni oggi non sono più attuali e andrebbero riallineati ai tempi. Il mio azionista è un imprenditore canadese la cui azienda fattura 12 miliardi, sono presenti nella MLS con il Montreal e la MLS ha venduto tutti i diritti ad un unico compratore, Apple. Noi abbiamo restrizioni che ci portano a difficoltà anche all’estero.

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