Piace assai questo Bologna che ha affrontato la sfida di Spezia come chi sale su un ring, agitando subito i guantoni, mettendo paura all’avversario e cominciando a sferrare pugni, che prima o poi uno andrà a segno. E’ successo nel finale di partita grazie al rigore con cui Arnautovic ha regalato ai rossoblù tre punti meritatissimi e li ha spinti fin oltre le Colonne d’Ercole, a quota 21, lì dove la compagnia è di alto livello. Quando si parla - spesso a sproposito - di atteggiamento giusto bisogna pensare ai 90 minuti del Picco. Il grande merito del Bologna è quello di aver rincorso la vittoria senza mollare mai, anche quando la partita somigliava ad un cane che improvvisamente scopre un prato verde e se ne va dove gli pare, libero da qualsiasi logica e impossibile da trattenere. Mihajlovic spera - fin dalla sfida con la Roma - di vedere un Bologna «più spietato! e ha ragione, ma in cuor suo ci è parso assai soddisfatto della solida prestazione dei suoi. Ottimo Dominguez, di personalità la partita di Arnautovic, fondamentale l’apporto di Medel in difesa, in crescita Svanberg, dignitoso anche Orsolini. L’unico rossoblù in linea di galleggiamento ci è sembrato Soriano: abbiamo già affrontato in altre occasioni la questione, parliamo di un giocatore che sicuramente si sbloccherà e tornerà a portare in dote qualche gol e qualche assist, ma la sensazione nostra è che il Soriano dell’anno scorso - favoloso e decisivo per molti mesi - sia un giocatore non più replicabile con quella continuità. C’è anche un discorso di compagni con cui duettare. Il Palacio nato per fare da sponda e offrire autostrade da percorrere con i suoi tagli è stato sostituito da un Arnautovic che «riempie» la scena, gioca più «schiacciato» e poco si lega ai movimenti del trequartista rossoblù.

Allo stesso piano del Bologna - a 21 punti - convivono la più disastrata Juve degli Anni 2000 schiacciata da una stagione infame e da svariati problemi fuori campo, la pallidissima Lazio di Sarri uscita con le ossa rotta da Napoli e l’altalenante Fiorentina che vince/perde senza pareggiare mai. Una compagnia variegata, non c’è che dire. Che ci fa il Bologna lì? Gioca il suo personalissimo campionato, seguendo il ghiribizzo di giornata. Dallo spioncino della porta si intravede l’Europa, insomma, quella castroneria inventata dai geni dell’UEFA che prende il nome di Conference League: già questo è un obiettivo raggiunto per una squadra - ricordiamolo sempre - che di obiettivi in realtà potrebbe farne a meno. Parliamo di un traguardo probabilmente fuori portata, ma siamo di fronte a un campionato talmente sbilenco che - davvero - da un momento all’altro si possono svelare occasioni inaspettate. Quindi: why not? Ora sotto con la Roma. Ora sotto con Mourinho. Squadra battibile, quella giallorossa. Squadra discontinua. Squadra con cui il Bologna può togliersi qualche bella soddisfazione.

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