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Fenucci: “Soddisfazione per il percorso fatto. In Champions non è stato facile. Italiano…”

La stagione del Bologna non sta deludendo le attese, anzi sta facendo sognare la piazza con risultati sportivi esaltanti. L’unico neo, che almeno inizialmente era rappresentato dalla Champions, è stato prontamente tolto, sfortunatamente per i rossoblù troppo tardi per strappare il pass per i playoff. Tuttavia le prestazioni contro Benfica, Sporting Lisbona e Borussia Dortmund, certificano il valore della squadra anche in competizioni di questo livello.

In campionato il cammino è più che positivo, tanto da poter pensare di poter centrare nuovamente la qualificazione alla massima competizione europea. Il punto della situazione lo ha fatto l’Ad del Bologna Claudio Fenucci, il quale ha parlato ai microfoni di Radio Serie A. Diversi i temi trattati, da Italiano e la Champions, fino al restyling dello Stadio Dall’Ara.

Le parole di Fenucci sul percorso fatto, la Champions e Italiano

C’è la soddisfazione per il percorso fatto, siamo arrivati con Saputo che il club era in Serie B e ci siamo consolidati nel tempo in Serie A, ed è sempre difficile. Questo processo continuo di crescita, anche con qualche difficoltà risolta con l’arrivo di Mihajlovic, ha portato la squadra in lotta per l’Europa. In Champions League non è stato facile, abbiamo cambiato allenatore e modo di giocare e serviva tempo per adattarsi, ma Italiano è stato molto bravo a trovare un’alchimia.

Su Saputo e il suo approccio

Saputo ha un approccio simile a quello che potrebbe avere un presidente italiano, conosce l’importanza del calcio e del suo impatto sul tessuto sociale, ma ha anche una formazione americana orientata ai meccanismi dello sport business. Una delle sue preoccupazioni è il futuro del calcio italiano e su come puo’ evolvere per affrontare le difficili sfide che ci saranno di fronte

Sui ricavi della Champions e il bilancio in utile

La Champions League per noi ha avuto un impatto diretto con nuovi ricavi, è stato sicuramente significativo ma non in linea con i grandi club. Abbiamo un miglioramento del bilancio che quest’anno chiuderà in utile, ma non ti nascondo che c’è un secondo fattore utile e va combinato con le nostre ambizioni sportive. La Champions fa valorizzare diversamente i calciatori, noi vogliamo essere competitivi ma ogni tanto puo’ rendersi necessario cedere qualche giocatore e la Champions valorizza molto. C’è un plusvalore che si aggiunge grazie al rendimento dei giocatori che si sono mostrati al livello della competizione. Dovremo coniugare questa valorizzazione con la nostra crescita

Charalampos Lykogiannis e Karim Adeyemi (ph. Image Sport)

Le parole di Fenucci sul budget per il settore giovanile

L’Atalanta è un modello unico, non replicabile, così come non esiste un modello Bologna. Loro sono cresciuti anche grazie alla valorizzazione del settore giovanile che è difficile da copiare e all’epoca c’erano condizioni di mercato che oggi non ci sono più. Hanno venduto giocatori per circa 600 milioni negli ultimi anni e questa capacità di collocamento non è replicabile. Noi stiamo cercando la nostra strada, cioè valorizzare le risorse giovani e continuare con la struttura sportiva, trovando stabilità con l’allenatore per sviluppare un modello di gioco con pochi cambi da un anno all’altro. Sul settore giovanile non abbiamo avuto risultati esaltanti in questo periodo ma stiamo aumentando il budget a disposizione e ci vorrà tempo per vedere i frutti di questo lavoro. 

Sulla questione Dall’Ara e relativa riqualificazione

C’è la necessità per il calcio italiano di dotarsi di impianti nuovi. C’è un tema ovviamente di risorse e di riqualificazione urbana. Quello del Dall’Ara è un percorso complesso e di riqualificazione di un monumento storico e con costi superiori rispetto a uno stadio nuovo. Il tema è che il piano economico e finanziario è stato stravolto dopo il Covid e i costi sono lievitati, riducendo il ritorno di questi investimenti. Oggi il problema non è tanto il percorso amministrativo, che si sta avviando verso il completamento, ma siamo in difficoltà sulla parte economico finanziaria. Siamo oltre i 200 milioni e questo non rende equilibrato il ritorno economico dell’operazione. In qualche modo serve che il Governo si faccia parte integrante di questo percorso di riqualificazione degli impianti, soprattutto se si mette mano a un patrimonio storico della città e della Nazione.

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