Il Bologna è crollato in casa contro il Milan: i rossoblù sono in difficoltà. Dagli equivoci del mercato estivo con il flop Immobile alla classifica preoccupante
Notte ballerina al “Dall’Ara”. Tanto Milan e poco Bologna. Anche se – dal mio punto di vista – la linea fra i meriti e i demeriti è davvero sottile. Vittoria che proietta i Diavoli rossoneri a +20 in classifica rispetto ai rossoblù. Un divario sontuoso e per certi versi inaspettato se consideriamo che a novembre le due squadre lottavano punto a punto.
Cosa sia successo al “nostro” Bologna in questi due mesi e passa è difficile sapere. L’ultima vittoria dei rossoblù risale alla trasferta a Verona del 15 gennaio scorso e già in quella sede i ragazzi di Italiano si erano fatti imbucare per due volte da una squadra alquanto in sofferenza, tant’è che nell’uscita successiva l’altra sofferente Fiorentina vien qui a passeggiare.
Evidentemente la sofferenza non appartiene solo alle altre squadre. Appartiene anche al Bologna, che in casa non riesce più ad essere incisivo come ai bei tempi (5 sconfitte in 11 gare). Dal derby dell’Appennino in avanti in tre gare il Bologna ha subìto 8 reti e ne ha fatte 3. A novembre i rossoblù erano la terza difesa del campionato. I numeri sottolineano una netta inversione di tendenza.
Dov’è finita la squadra che faceva sognare il popolo felsineo? Personalmente non ho risposte. E i motivi che hanno portato all’attuale situazione li ho e li abbiamo già scritti e riscritti. Tutti. La testa (non collegata ai muscoli), gli infortuni, gli episodi cotanto di espulsioni (3 in campionato ed 1 in Europa League), l’”imborghesimento” citato dallo stesso allenatore, una rosa non adeguata a sostenere i quattro fronti.
Mercato estivo, che equivoco: ed Immobile un flop
Forse manca all’appello un ulteriore considerazione che io per primo mi sono rifiutato di prendere in considerazione: gli equivoci del mercato estivo a cominciare dall’ingaggio (oneroso) di Immobile che – sin dalle partitelle estive – mi aveva fatto pensare all’equivoco tattico. Eppure non volevo crederci e continuavo a ripetermi che era presto per tracciare un giudizio; d’altronde il calcio estivo è una palestra a cielo aperto dove le squadre nascono e si forgiano. Non è sempre indicativo.
Con Immobile il Bologna doveva cambiare pelle, tatticamente parlando, ma al di là dell’infortunio capitato all’ex azzurro, il tempo non ha permesso all’allenatore di portare a compimento la nuova idea di gioco, giocare in profondità e talvolta con le due punte, a scapito, tuttavia, dell’attuale natura della squadra costruita sulle ali.
Sono consapevole che un allenatore deve adottare più soluzioni di gioco, ci mancherebbe altro, ma questa squadra non ha nelle corde il gioco in profondità. Immobile – come anche lo stesso Dallinga – ama attaccare in verticale la profondità. L’equivoco è questo e il flop era già annunciato.
Calcio di Italiano avvincente: manca un profilo come Schouten

Venendo alla gara con il Milan, spiace affermare come il calcio tradizionale di Allegri (tutti dietro la palla) abbia avuto la meglio sul calcio contemporaneo di Italiano. Il calcio allegriano visto ieri è stato efficacissimo e solo il tempo dirà se fra dieci anni il calcio di Allegri sarà un pallido ricordo o apparirà ancora attuale. Viceversa quello di Italiano sarà ancora attuale. Ne sono convinto. Il condizionale tuttavia è d’obbligo poiché il calcio segue cicli e chissà chi sarà fra 10 anni l’allenatore da emulare.
Sul “nostro Italiano” spendo ancora qualche parola: il suo calcio è avvincente, rischioso certo, ma capace a fornire un’idea di gioco brioso, talvolta spettacolare, se tutti i reparti rimangono coesi e giocano l’uno per l’altro. Si chiama equilibrio e se lo perdi la squadra va in sofferenza e addio sacrifici.
Equilibrio significa filtrare a cominciare dalla difesa per mettere il portiere nelle condizioni di non subire; a sua volta il centrocampo deve coprire (fare interdizione) e riciclare palloni per la fase successiva di impostazione. Mi viene in mente un giocatore, dimenticato troppo in fretta da queste parti, la centrifuga Schouten, figlio del geniale Mihajlovic. Ebbene, il buon Jerdy intercettava palloni in ogni dove e li ripulita, lindi e profumati. Un lavoraccio che in questa squadra non fa nessuno. Neanche Freuler.
Problema classifica: dal sogno europeo alla colonna di destra
Guardando la classifica il Bologna è decimo scavalcato da Lazio e Udinese, ora a due punti. Dietro il Sassuolo spinge ad una sola lunghezza e il Cagliari a due. Vale a dire che gli obiettivi sono sovvertiti. Fino a ieri il ragionier Fantozzi era lì a far calcoli europei, invece l’attualità ha rimesso indietro l’orologio di tre anni e si ragiona su quale colona soggiornare, sinistra o destra della classifica.
È realtà che si traduce in attualità. Ma non deve essere un dramma, neanche per quei tifosi gioiosi e festanti che domenica mattina hanno abbracciato la squadra al Centro Tecnico “Nicolò Galli” alla vigilia del match contro il Milan. L’incitazione non è andata, a buon fine.
Siamo al crocevia Parma (in campionato) e Lazio (in Coppa Italia). Due gare in cui i rossoblù non devono sbagliare una virgola. Il momento è delicato, lo stesso Italiano ne è consapevole e chiama a raccolta i tifosi. Tradotto: stateci vicini, abbiamo bisogno del vostro sostegno.





