Como, ecco il “colpo” per la Champions: la Juve ora trema

Il Como è pronto a dare l’assalto alla Champions League: Cesc Fabregas può anche contare su un vero e proprio colpo

Cosa può cambiare davvero una stagione? A volte basta un rientro. A Como lo sanno bene, perché mentre la squadra di Cesc Fabregas continua a sorprendere, c’è un nome che da settimane aleggia nei pensieri dello staff e dei tifosi: Assane Diao. Non è solo il recupero di un attaccante, ma il ritorno di un’idea, di una soluzione diversa, di quel tipo di giocatore capace di spostare gli equilibri quando il livello si alza. E non è un caso se, parlando di Europa, il suo nome torna sempre fuori.

Il rientro di Diao: tempi e cautela

A Como serve ancora un pizzico di pazienza. Diao è fermo da metà dicembre e lo stop è stato più lungo del previsto, ma il traguardo ora è visibile. L’attaccante senegalese, ex Betis Siviglia, ha riportato una lesione al bicipite femorale destro nel match dell’Olimpico contro la Roma del 15 dicembre, uscendo poco dopo la mezz’ora.

Da lì, un percorso di recupero graduale, senza forzature. Fabregas lo ha spiegato chiaramente nei giorni scorsi: “Inizierà tra tre settimane ad allenarsi con il gruppo. Sta andando un po’ più lento del previsto, ma deve essere un acquisto per gli ultimi tre mesi”.

Tradotto: niente rischi inutili. Il rientro è previsto tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Difficile vederlo a Torino contro la Juventus, più realistico pensare alla sfida casalinga del 1° marzo contro il Lecce. In alternativa, la trasferta di Cagliari rappresenta un’altra finestra possibile. L’obiettivo è chiaro: riaverlo al 100%, perché un Diao a mezzo servizio non servirebbe a nessuno.

Numeri, sensazioni e un potenziale ancora intatto

Diao con la maglia del Como
Numeri, sensazioni e un potenziale ancora intatto (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Guardando i numeri stagionali, qualcuno potrebbe storcere il naso. Nel 2025/26 Diao ha collezionato appena sette presenze tra Serie A e Coppa Italia. Ma i numeri, da soli, raccontano solo una parte della storia. L’attaccante senegalese ha iniziato l’annata già in infermeria per un problema al piede, ha esordito in campionato solo a fine ottobre e ha avuto continuità appena fino a metà dicembre. Troppo poco per esprimere davvero il suo potenziale.

Eppure, chi lo ha visto dal vivo sa cosa può dare: profondità, strappi, capacità di attaccare lo spazio e di creare superiorità. Caratteristiche che si sposano perfettamente con il calcio propositivo del Como. Non è un caso se nella seconda parte della scorsa stagione il suo impatto era stato immediato. Diao non è solo un finalizzatore, ma un giocatore che apre spazi e rende più pericolosi anche i compagni.

La carta europea di Fabregas

È qui che il discorso si allarga. Il Como non è più una semplice sorpresa: la classifica racconta di una squadra che può legittimamente sognare una qualificazione alle coppe europee. Per farlo, però, serviranno alternative di livello e giocatori capaci di incidere nei momenti chiave. Assane Diao può essere esattamente questo: la carta in più nella corsa finale, l’arma da giocarsi quando le partite diventano bloccate e pesanti.

Fabregas lo sa e lo aspetta. Senza fretta, ma con la consapevolezza che il suo rientro potrebbe cambiare la percezione del Como anche all’esterno. Perché una squadra che recupera un giocatore così nel momento decisivo manda un messaggio chiaro: non si accontenta. E allora la domanda nasce spontanea: quanto può spingersi lontano questo Como, se Diao tornerà davvero a essere quello visto un anno fa?

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