Weston McKennie nelle ultime settimane è sempre più decisivo per la Juventus: Spalletti lo utilizza titolare ma potrebbe perderlo a fine stagione a parametro zero
È curioso come il calcio ami ribaltare le gerarchie proprio quando meno te lo aspetti. Fino a qualche mese fa sembrava uno dei sacrificabili, oggi invece Weston McKennie è diventato un fattore. Un uomo chiave. Uno di quelli che, quando manca, si nota. E quando c’è, incide. L’americano sta vivendo il suo momento migliore in bianconero e lo sta facendo nel modo più rumoroso possibile: segnando gol pesanti, sporcandosi le mani in mezzo al campo e trascinando una Juventus che spesso ha bisogno più di carattere che di estetica.
Contro la Lazio, all’Olimpico, è stato ancora lui ad accendere la miccia. Seconda rete consecutiva, inserimento perfetto, tempismo da attaccante aggiunto. Da lì nasce la rimonta che porterà poi al 2-2 finale firmato Kalulu. Nel sistema disegnato da Luciano Spalletti, McKennie è diventato una pedina difficilissima da togliere: mezzala, incursore, all’occorrenza esterno o equilibratore. Sempre dentro la partita. Sempre utile.
Eppure, mentre il campo racconta una storia di centralità e fiducia, il calendario ne suggerisce un’altra. Perché il centrocampista classe ’98 ha un contratto in scadenza il 30 giugno 2026. Tradotto: è già libero di accordarsi con chiunque per il futuro. Ed è qui che il discorso si fa delicato, quasi scomodo.
Rinnovo sì, rinnovo no: la Juve ci prova, ma il nodo resta
La Juventus non vuole perdere McKennie. Questo è chiaro. Come riportato da Matteo Moretto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, nei prossimi giorni è previsto un nuovo tentativo per il rinnovo. Un approccio concreto, dopo mesi di gelo e di trattative mai realmente decollate. I bianconeri sanno di avere tra le mani un giocatore che rende più di quanto costi, soprattutto per rendimento e disponibilità tattica.
Dal canto suo, McKennie a Torino sta bene. Lo ha fatto capire con i fatti, prima ancora che con le parole. Il rapporto con l’ambiente è migliorato, lo spazio è aumentato e la fiducia dell’allenatore è totale. Ma il vero ostacolo resta economico. La Juve non vuole superare una certa soglia tra ingaggio e commissioni, mentre l’entourage del giocatore guarda legittimamente al mercato, dove le cifre potrebbero essere diverse.
La sensazione è che un tentativo serio verrà fatto, ma non sarà una trattativa semplice né rapida. E il tempo, in questi casi, non gioca mai a favore del club.
Inter alla finestra, Milan freddo e l’ipotesi America

Intanto, attorno a McKennie, il mercato si muove. L’Inter ha sondato il terreno, chiedendo informazioni sui costi complessivi dell’operazione tra ingaggio e commissioni. Nessuna trattativa avanzata, ma l’interesse è reale. Un classico “monitoraggio”, che però dice molto sul valore percepito del giocatore.
Diverso il discorso per il Milan. Nonostante le voci, da Via Aldo Rossi filtra freddezza: McKennie non è considerato una priorità e non risulta una pista calda. Restano invece sullo sfondo le opzioni estere, con un possibile ritorno in MLS che affascina per motivi personali e commerciali, ma che al momento sembra più una suggestione che un piano concreto.
La Juve, intanto, se lo gode. Gol, corsa, leadership silenziosa. Ma la domanda resta sospesa, quasi fastidiosa: può permettersi di perdere uno così a parametro zero? McKennie sta rispondendo sul campo. Ora tocca al club decidere se ascoltare.





