De Ketelaere, che guaio: Palladino disperato, i tempi di recupero del belga (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Charles De Ketelaere si ferma: il trequartista belga è finito ko e Palladino è nei guai. Le condizioni del calciatore, l’esito degli esami ed i lunghi tempi di recupero
C’è un momento, nel riscaldamento, in cui tutto sembra normale. I passaggi, gli allunghi, lo stadio che si riempie. Poi basta un movimento sbagliato e la serata cambia faccia. È successo così a Charles De Ketelaere, annunciato titolare in Atalanta-Cremonese e fermato da un problema al ginocchio destro ancora prima del fischio d’inizio. Una scena che chi era a bordocampo racconta come improvvisa, quasi silenziosa. Ma le conseguenze rischiano di farsi sentire a lungo.
Gli esami hanno confermato le sensazioni peggiori: lesione del corno posteriore del menisco interno del ginocchio destro. Un infortunio delicato, che richiede valutazioni attente sull’approccio terapeutico. L’Atalanta, nel comunicato ufficiale, ha parlato di ulteriori decisioni nei prossimi giorni, ma filtra un’ipotesi chiara: rientro dopo la sosta per i playoff Mondiali, quindi non prima di fine marzo.
Tradotto in calendario, significa che il trequartista belga salterà diverse partite pesanti. In Serie A sono in programma sfide contro Lazio, Napoli, Sassuolo, Udinese, Inter e Verona. Un filotto che può indirizzare la stagione. In Champions League, poi, l’Atalanta affronterà il Borussia Dortmund ai playoff: doppia sfida che, salvo sorprese, sarà senza il suo numero 17. In Coppa Italia, l’andata della semifinale sarebbe off limits, con una possibile finestra per il ritorno ad aprile inoltrato.
Non è solo una questione di numeri, ma di equilibri. De Ketelaere è diventato un punto fermo sia con Juric sia con Palladino. La sua capacità di legare il gioco, di muoversi tra le linee, di creare superiorità con un controllo orientato o una sterzata improvvisa, ha dato alla Dea una dimensione diversa.
Fin qui, la stagione del belga era stata solida, concreta. Ventuno presenze in campionato, sette in Champions, due in Coppa Italia. Totale: 30 partite, 5 gol e 5 assist. Numeri che non raccontano tutto. Perché spesso il suo contributo non si misura solo nelle statistiche, ma nella qualità delle giocate che aprono spazi agli altri.
Chi lo ha seguito da vicino sa che questo è stato l’anno della maturità. Dopo le difficoltà vissute in passato, CDK aveva trovato continuità e fiducia. Palladino lo aveva rimesso al centro del progetto tecnico, affidandogli responsabilità crescenti. Non più talento intermittente, ma riferimento stabile.
L’infortunio di De Ketelaere arriva nel momento più delicato della stagione. E inevitabilmente apre una domanda: l’Atalanta riuscirà a mantenere ritmo e ambizioni senza il suo fantasista titolare? Le alternative non mancano, ma cambiano le caratteristiche. Senza di lui, la manovra rischia di perdere imprevedibilità tra le linee.
Il campionato entra nella fase decisiva, l’Europa chiama, la Coppa Italia è lì a un passo. E mentre Bergamo aspetta di rivedere il suo numero 17, resta la sensazione che questa assenza pesi più di quanto dicano le cifre. Perché certe assenze non si misurano solo in settimane, ma in equilibri. E ora la Dea dovrà dimostrare di saperli ritrovare anche senza uno dei suoi uomini chiave.
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